Usa 2020, sfide e scenari: Biden vuole vincere subito, Trump pronto a resistere

GUIDA ALLE ELEZIONI USA 2020 | Il candidato dem punta a una larga vittoria in tutto il paese, Trump minaccia il ricorso alla Corte Suprema. Ecco gli Stati in bilico, le sfide e gli scenari delle elezioni americane
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MILANO – O sarà ‘blue wave’, o sarà battaglia. Alla vigilia delle elezioni USA 2020, tutti gli analisti concordano: il risultato è in bilico, il vantaggio di Biden sempre più stretto mentre Trump recupera in tutti gli stati chiave.

Fino a qualche mese fa sembrava scontata la ‘blue wave’, la larga vittoria democratica che dovrebbe colorare di blu la cartina degli Stati Uniti. La rimonta dell’attuale inquilino della Casa Bianca nei sondaggi ha però scalfito le certezze del comitato di Biden che, per vincere, punta su un diffuso sentimento anti-Trump, fomentato da una gestione della pandemia ritenuta “disatrosa” dal 57% degli americani.

Uno scenario che, secondo la Cnn, non viene neanche preso in considerazione dal comitato di Trump. Convinti di non aver perso il sostegno dei lavoratori bianchi decisivi negli stati della ‘Rust belt’ (Pennsylvania, Ohio, Indiana, Michigan, Illinois e Wisconsin), gli spin doctor del presidente guardano a quegli stati in bilico, come la Florida e il Texas, dove il voto postale può diventare decisivo. Quella di dichiarare la vittoria prima della fine del conteggio delle schede inviate via posta, sostengono gli analisti dei principali media americani, per Trump è più di un’ipotesi.

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L’indirizzo che prenderanno le elezioni potrebbe essere chiaro prima del previsto, con l’arrivo, circa alle due di notte, dei risultati degli stati della regione della ‘Rust belt’, una cintura industriale intorno alla regione dei grandi laghi.

In forte crisi dopo la depressione economica del 2008, questi stati a forte tradizione democratica nel 2016 scelsero di voltare le spalle a Hillary Clinton, risultando fondamentali per la vittoria di Trump. Ma se questa volta i democratici dovessero vincere con alti margini, allora potremo attenderci risultati simili anche in altri stati.

Secondo i sondaggisti è questo lo scenario più probabile: Biden infatti sarebbe davanti a Trump, in forte recupero rispetto alla Clinton nella fascia più popolosa degli elettori di questi stati, quella degli uomini bianchi poco istruiti.

Ma i sondaggi non spaventano Trump convinto che queste aree del paese, dopo aver esultato per la bassa disoccupazione, la guerra commerciale contro la Cina e le misure contro le delocalizzazioni industriali, non gli volteranno le spalle.

FLORIDA, TOO CLOSE TO CALL

Storia a parte la fa lo stato della Florida che, con i suoi 29 grandi elettori, è già stato decisivo per l’elezione di George W. Bush contro Al Gore nel 2000.

Composto da una forte componente di immigrati ispanici ed elettori bianchi over 50, la Florida sta letteralmente facendo impazzire gli analisti. Data saldamente a Biden fino a qualche settimana fa, gli ultimi sondaggi pubblicati il giorno prima delle elezioni certificano il sorpasso di Trump.

In Florida, però, potremmo assistere ad uno storico cambio di composizione degli elettorati dei due partiti. Per i sondaggi, infatti, Biden è indietro tra le comunità ispaniche- soprattutto cubane- storicamente democratiche, che, nonostante le posizioni sull’immigrazione dell’attuale presidente, ne approvano le scelte “muscolari” sui temi economici. Al contrario, l’elettorato bianco, storicamente repubblicano, sarebbe pronto a voltare le spalle a Trump per la cattiva gestione dell’epidemia.

TEXAS E ARIZONA, ROCCAFORTI REPUBBLICANE IN BILICO

Con il passare delle ore, si arriverà agli Stati dell’America ‘profonda’. Storicamente repubblicani, qui sono le tensioni razziali che hanno attraversato il paese negli ultimi mesi a poter rimescolare le carte.

In Arizona, dove l’ultimo democratico a vincere fu Bill Clinton nel 1996, secondo i sondaggi Biden è in testa. L’attivismo delle minoranza, specialmente ispaniche provenienti da Messico e America Centrale, in questo stato si muove in aperta opposizione all’operato di Trump. L’alta affluenza e il voto postale potrebbero essere decisivi per far colorare questo stato di blu.

Stesso discorso vale per il Texas (risultati attesi per le 3 di notte) dove si registra un voto postale da record e dove si sono concentrati gli sforzi dell’ala sinistra dei democratici, quella parte di partito guidata dal senatore del Vermont Bernie Sanders che, nei giorni scorsi, ha incitato i suoi: “Coloriamo il Texas di blu e spegniamo la televisione”.

LE MOSSE DI TRUMP: L’OMBRA DEI BROGLI E LO SPETTRO DI UN RINVIO ALLA CORTE SUPREMA

Una sconfitta in Texas sarebbe fatale per Trump. Ma, con ogni probabilità, se questa sconfitta dovesse arrivare sarebbe a causa del voto postale. E’ per questo che, nei giorni scorsi, il presidente ha detto più volte di ritenere “intollerabile” non sapere subito il nome del vincitore, gettando dubbi sulla “regolarità del voto postale” e non escludendo neppure la possibilità di dichiararsi vincitore ad urne ancora aperte.

Occhi puntati allora sulla Casa Bianca: secondo la Cnn, solo dopo le 4 di notte (ora italiana) potremo sapere se l’attuale presidente sarà disposto ad accettare i risultati, qualsiasi essi siano, o si prepara ad una battaglia per portare l’esito del voto davanti alla Corte Suprema, saldamente nelle mani dei repubblicani.

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3 Novembre 2020
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