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Aborto vs pedofilia: la graduatoria volgare del Monsignore. Le donne cattoliche protestino

Don Leonesi, vicario del Vescovo nella Chiesa Immacolata di Macerata, ha stilato l'inquietante classifica nel condannare le proteste delle donne polacche al divieto di aborto terapeutico
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ROMA – “La pedofilia è gravissima, lasciamo perdere……ma cosa è più grave?” …riferendosi all’aborto. Questa ‘graduatoria’ dozzinale, tra peccati e peccatucci, è quella predicata da don Andrea Leonesi, vicario del vescovo, nella Chiesa Immacolata di Macerata, per condannare le proteste delle donne polacche al divieto di aborto terapeutico. Che la Chiesa sia contraria all’aborto non è una notizia: è dottrina. Che don Leonesi smarchi la pedofilia, scomodando la scusa maldestra che “siamo impastati di una certa mentalità” è invece uno scoop, tanto sfacciato quanto tragicomico viste le performance di prelati vari allontanati, spostati, ritirati in eremi dopo aver violentato e risarcito pure, quando non hanno insabbiato le denunce, bambini e bambine. Risulta a don Leonesi quanto detto dal pontefice Bergoglio, che a questo proposito ha abolito il segreto pontificio sugli abusi?

Poi da un uomo di Dio, da un seguace di Cristo, uno si aspetterebbe ben altro linguaggio rispetto a temi morali così dolorosi e complessi, quale che sia la posizione di coscienza. Non sembra di ritrovare nelle parole del prelato nemmeno quella ‘misericordia’ del Dio cristiano-cattolico di fronte al peccato, sempre per tornare alla dottrina e non al pensiero laico, piuttosto un linguaggio irriverente, una sorta di graduatoria volgare per le candidature all’Inferno. E’ noto ahimè che la fede condanna e premia. La morale è altra cosa. Ma se la fede diventa questo ring e un sacerdote prova così a cercare un alibi per annacquare la pedofilia dei suoi colleghi, allora ci aspettiamo che le donne cattoliche alzino la loro protesta subito. E si cominci dalla chiesa di Macerata.

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