Il 65,1% degli edifici scolastici costruiti prima delle norme antisismiche

Secondo Legambiente è necessaria la messa in sicurezza delle scuole nelle aree di rischio 1 e 2
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scuolaROMA – Le scuole italiane rischiano di rimanere a lungo lontane dagli standard di sicurezza e continuare a spendere ogni anno 1,3 miliardi di euro per l’energia. Per molti Comuni, infatti, i bandi rimangono inaccessibili e i progetti più urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione energetica non partono. Negli ultimi dieci anni solo il 9,2% degli interventi di edilizia realizzati sui 43.072 istituti esistenti in Italia ha inciso sull’adeguamento sismico e l’efficientamento energetico. A diffondere i dati oggi è Legambiente, che parla di riqualificazioni che procedono a rilento, pur ricordando lo stanziamento di 7,4 miliardi per l’edilizia scolastica da parte del governo e i 27.721 interventi avviati.

A Roma, nell’ambito del Forum organizzato con la rivista La Nuova Ecologia e l’associazione Kyoto Club, l’organizzazione ambientalista ha presentato il XVII Rapporto Ecosistema Scuola, indagine annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Realizzato su un campione di quasi 6mila istituti dei capoluoghi di provincia, lo studio traccia un quadro “poco confortante”: il 65,1% degli edifici scolastici dei comuni capoluoghi è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991).

Rispetto agli interventi di edilizia scolastica realizzati in Italia negli ultimi 10 anni, sono stati 382 quelli di adeguamento sismico, 1960 quelli di efficientamento energetico, 423 i lavori per l’installazione di rinnovabili. 1216 i Mutui Bei che tra gli interventi ammissibili prevedono anche l’adeguamento alle norme antisismiche e l’efficientamento energetico. I rappresentanti di Legambiente chiedono al Governo di partire subito con un piano di messa in sicurezza di tutte le scuole nelle aree 1 e 2 di rischio sismico.

Per l’associazione inoltre è necessario il completamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica per avere entro il 2020 un fascicolo del fabbricato per ogni scuola presente sul territorio nazionale. E’ necessaria, afferma Legambiente, anche una semplificazione delle modalità di accesso ai bandi e di realizzazione degli interventi e bisogna supportare i Comuni cambiando il ruolo della Struttura di missione, coinvolgendo l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per individuare procedure trasparenti e le Esco (società per i servizi energetici), per favorire l’impegno di risorse e imprenditori privati nel processo di riqualificazione.

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