giovedì 15 Ottobre 2026

Volo Flydubai: il co-pilota bandito dall’Oman per le posizioni radicali e l’ascia d’emergenza “per compiere un atto terroristico pianificato”

Le rivelazioni del Wsj e le dichiarazioni del procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti che indaga sull'aggressore del volo FlyDubai FZ1073. Nel frattempo il premier indiano Modi ha chiamato il comandante-eroe

ROMA – Gli era stato vietato di pilotare aerei dalle autorità del suo Paese, l’Oman, per timore che avesse abbracciato posizioni ideologiche radicali. Nonostante ciò, la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti ha comunque assunto Hamam al-Hammami, il co-pilota che mercoledì scorso ha aggredito e accoltellato il comandante indiano del volo FlyDubai FZ1073 e quasi fatto precipitare l’aereo con a bordo quasi 180 passeggeri diretti a Tel Aviv.
Lo rivela Il Wall Street Journal citando “fonti a conoscenza dei fatti”. Il quotidiano statunitense ha anche reso noto l’identità del presunto attentatore, il cittadino omanita di nome Hamam al-Hammami, identità confermata da “altre persone informate sull’indagine”.

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PRESTO INTERROGATO DA AUTORITÀ ISRAELIANE

Il co-pilota intanto dal 30 settembre scorso si trova detenuto in Arabia Saudita, nel cui territorio l’aereo è riuscito a compiere un atterraggio d’emergenza dopo il fallito dirottamento. Secondo fonti note all’agenzia Reuters, verrà presto interrogato dalle autorità israeliane.

IL PRIMO MINISTRO INDIANO TELEFONA AL COMANDANTE-EROE IN OSPEDALE

Anche il comandante-eroe del volo, che è riuscito a impedire la strage e al contempo a difendersi dall’aggressore riportando diverse ferite, si trova in Arabia Saudita, ricoverato in ospedale. E proprio dal letto di un nosocomio, Smit Machchhar ha ricevuto una videochiamata dal presidente indiano Narendra Modi. Lo ha fatto sapere lo stesso premier dell’India in un post sui social, rivelando “l’indimenticabile conversazione con il capitano Smit, piena di orgoglio ed emozioni”. “Non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero”, ha riferito al primo ministro indiano, nel corso della videochiamata, lo stesso capitano. “Stavo cercando di salvare la mia stessa vita- ha raccontato- ma sapevo che non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero”.

L’ASCIA DI EMERGENZA PER METTERE IN ATTO “UN ATTO TERRORISTICO PIANIFICATO”

Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti afferma che il co-pilota di un volo Flydubai verso Israele aveva pianificato un “atto terroristico” e ha usato l’ascia di emergenza della cabina di pilotaggio per attaccare il capitano. È in corso un’indagine per accertare “tutte le circostanze”, compreso il movente: è il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti a riferire sui primi esiti delle indagini condotte nel paese emiratino. Il procuratore generale ha quindi ufficialmente riconosciuta la pista terroristica, mettendo da parte l’ipotesi della volontà suicida per copilota della Flydubai.
A riferire le dichiarazioni del procuratore generale Hamad Saif al-Shamsi è l’agenzia di stampa statale WAM. Ha poi dichiarato che l’indagine è in corso “per accertare tutte le circostanze dell’incidente, i suoi motivi e i relativi collegamenti, oltre a completare gli esami tecnici e ad analizzare le prove fisiche e digitali”. I risultati finali saranno annunciati non appena saranno completate le procedure necessarie, ha dichiarato al-Shamsi.
L’ascia d’emergenza è uno strumento tenuto in cabina di pilotaggio per aiutare i piloti a tagliare l’aereo in caso di emergenza.

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