Scuola Milano, turni e distanze: dentro la mensa a Corvetto

Il servizio di refezione a Milano riparte dopo il Covid | Di Martina Mazzeo e Maria Laura Iazzetti
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

MILANO – Ravioli, carote e nasello. E’ quello che hanno trovato nel piatto le classi dell’istituto comprensivo ‘Fabio Filzi’ di via Ravenna. Siamo a Corvetto, zona sud di Milano. Qui la partecipata di Palazzo Marino che gestisce la refezione scolastica ha allestito uno dei suoi 26 centri cottura.

Il centro cottura Ravenna di Milano Ristorazione, che durante il lockdown ha continuato a cucinare per distribuire pasti ad anziani, e’ una delle cucine che da lunedi’ 28 settembre ha ripreso a servire il pranzo a “10 utenze scolastiche, cioe’ plessi, sui 13 che serviamo a pieno regime”, spiega alla ‘Dire’ Bernardo Notarangelo, presidente di Milano Ristorazione.

C’e’ infatti “ancora un buon 20% di scuole che non riesce a garantire il tempo pieno per mancanza di personale e che quindi non ha ripreso il servizio mensa. Il centro cottura Ravenna, ad esempio, su 2.600 pasti forniti pre-pandemia, al momento ne prepara circa 1.600-1.800. In generale poi, su tutta la citta’, i pasti giornalieri sono 81.000″.

Alunni e alunne scendono con ordine, una classe ogni 5 minuti per evitare i famosi assembramenti. Sono lontani i tempi del gran vociare di bambini nei corridoi che portano verso la mensa. L’accesso ora non puo’ che essere contingentato: “Sono stati organizzati tre turni: uno per l’infanzia a mezzogiorno, uno per la primaria alle 12.30 e uno per la secondaria di primo grado alle 13.30”, interviene il responsabile del centro cucina Maurizio Castiglione.

Alla spicciolata arrivano alla fine a sedersi 140 bambini, compresenti pero’ solo 70. 2B, 5B: gli adesivi sono appiccicati sui tavoloni, cosi’, aggiunge Castiglione, “ogni classe ha il proprio posto assegnato; ovviamente dove prima facevamo sedere 20 persone, ora ne facciamo stare 10 per garantire il distanziamento”.

Il pane e l’acqua, cio’ che di solito sta al centro per essere condiviso, adesso ha cambiato posto. La somministrazione non puo’ piu’ essere lasciata al caso. Un panino per uno- “ma non lo abbiamo incellofanato per una questione di sostenibilita’ ambientale”, ci tiene a precisare Notarangelo- e le brocche maneggiate solo dalla maestra.

E il classico bis? Niente piu’ mani all’insu’ o bambini in coda perche’ e’ vietato alzarsi “e allora, quando facciamo le patate al forno, noi gliele serviamo direttamente in doppia porzione, tanto sappiamo che le vogliono” sorride Castiglione.

“Nel centro cucina Ravenna lavoro da due anni. In Milano Ristorazione dal 1991. Il Covid ci ha un po’ scombussolato, ma ci stiamo riprendendo– racconta alla ‘Dire’ Mirella Pelizzola, la capocuoca incontrata all’IC ‘Filzi- Questa prima settimana e’ andata molto bene. Sono molto contenta che i nostri bimbi abbiano ricominciato a mangiare nei nostri refettori. Sono felici. Spero davvero vada avanti il piu’ possibile. Mi sentivo sola senza i bimbi”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

3 Ottobre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»