Forza Italia, Polverini verso il misto: una decina gli azzurri tentati da Renzi

Le strade di Renzi e di alcuni forzisti vicini a Mara Carfagna sono destinate a unirsi?
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ROMA – “Intanto andiamo al gruppo Misto, poi si vedrà…”. In un Transatlantico semideserto, come spesso capita di venerdì, non era difficile questa mattina sentire le parole che Renata Polverini affidava ad altri colleghi. Ex sindacalista Ugl, ex presidente della regione Lazio, eletta alla Camera per la seconda volta con Forza Italia. Ora, però, è tempo di saluti.

Il casus belli lo racconta lei stessa: “Questa mattina, in commissione Affari costituzionali, ho subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Forza Italia Sisto che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo ius-culturae a quella dell’onorevole Boldrini sullo ius-soli. A questo punto ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Forza Italia alla Camera”.

Renata Polverini non è sola. Stando alle voci che s’inseguono nei corridoi della Camera, sono una decina i deputati pronti ad abbandonare Forza Italia. E anche al Senato c’è una pattuglia, ‘capitanata’ da Franco Dal Mas, che mal sopporta lo schiacciamento su posizioni filo leghiste.

Da lontano cantano le sirene renziane. E rompere su un punto ‘di sinistra’ come la cittadinanza potrebbe facilitare la transumanza dal partito azzurro a quello dell’ex premier. Con un passaggio, prima, nel gruppo Misto.

Le strade di Renzi e di alcuni forzisti vicini a Mara Carfagna sono destinate a unirsi? “E’ molto prematuro, oggi siamo su due fronti diversi, la situazione è in evoluzione. Noi- osserva Alessandro Cattaneo, deputato forzista sentito dalla Dire- dobbiamo guardare a noi stessi, non agli altri. Renzi si sta contraddistinguendo per delle battaglie molto vicine a noi. Al momento la distanza più evidente è che noi non votiamo la fiducia al governo Conte e non siamo alleati con i Cinque stelle”.

Ma: “Su abolizione dell’articolo 18, jobs act e industria 4.0, rispetto a reddito di cittadinanza e quota 100, ritrovo quei valori liberali che abbiamo sempre portato avanti”.

Insomma, il matrimonio non è all’orizzonte ma, osserva ancora Cattaneo, “se la destra proseguirà in questa estremizzazione sovranista…”. E lui da che parte sta? “Io sono sempre stato dalla stessa parte, io non mi rassegno al declino di Forza Italia”.

Domani intanto Matteo Renzi e Alessandro Cattaneo (con Matteo Ricci) si confronteranno al Festival delle città, nel dibattito ‘Sindaci per sempre?’. Uno e’ l’ex primo cittadino di Firenze, l’altro di Pavia. “Si parlerà dell’esperienza da sindaci- precisa Cattaneo- è un incontro casuale”. Sarà mica un antipasto della Leopolda? “Io alla Leopolda? No, assolutamente no”.

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3 Ottobre 2019
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