Smac, Osla: “2,5 milioni di euro solo per farla funzionare”

"Progetto che non accontenta nessuno, da rivedere completamente"
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ateneo1_san marino_universitàSAN MARINO – Oltre due milioni e mezzo di euro spesi in sei anni solo per consentire il funzionamento della Smac, piu’ quasi 9 milioni di euro sono i costi di cui si e’ fatto carico lo Stato per la scontistica. Osla fa i conti in tasca ai sammarinesi su quanto e’ costata la San Marino Card, uno strumento che “continua a non funzionare come si deve e che continua a non piacere ne’ ai clienti, ne’ agli operatori”.

L’Organizzazione sammarinese degli imprenditori torna a sollecitare interventi per riprogettare le Smac. “Il circuito- spiega Osla- che era stato approntato inizialmente si e’ rivelato non adeguato ai volumi della fiscalita’, quindi sono nati problemi operativi, come i ritardi, gli intoppi e le doppie operazioni, spesso aggravati dal mal funzionamento delle linee”.

Inoltre, con la riforma, “la scontistica e’ diventata inappetibile- prosegue la nota- gli stessi clienti sono rimasti scontenti”. Anche gli operatori commerciali sono delusi: “Appena un sesto e’ entrato nel circuito- evidenzia Osla- poco piu’ di 500 contro 3 mila”. Poche anche le adesioni alla funzione di “borsellino elettronico”, appena 170.

“Sara’ ancora peggio l’anno prossimo- prevede l’associazione- quando tutte le transazioni avranno una commissione per l’operatore economico, un vantaggio per le banche”. A colpire sono soprattutto i costi sostenuti dallo Stato dal 2011 ad oggi: oltre due milioni e mezzo per il funzionamento e i circa 8/9 milioni di euro per la scontistica.

“Siamo a cifre- commenta Osla- che non ripagano lo sforzo fatto”. Per gli imprenditori del Titano quindi “non ci sono piu’ giustificazioni- conclude la nota- il sistema Smac Card va completamente rivisto e riprogettato, e’ necessario separare la funzione fiscale da quella scontistica”. Ma per farlo e’ necessario “un confronto reale e serio con gli operatori”.

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