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M5s, Pizzarotti: “Serpeggia paura, non c’è libertà di parola. Ma la mia non è una resa”

"Questo movimento che non è più quello dell'inizio. Siamo diventati quelli delle stanze chiuse e dei direttori nominati", denuncia il sindaco di Parma
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PARMA – Dunque, Federico Pizzarotti lascia il Movimento 5 stelle. “Da uomo libero non posso che uscire da questo movimento che non è più quello dell’inizio. Da quelli che volevano aprire il Parlamento e i Comuni, siamo diventati quelli delle stanze chiuse e dei direttori nominati“, scandisce il sindaco di Parma, archiviando l’esperienza amministrativa del primo capoluogo di provincia conquistato dai pentastellati nel 2012. “Nel Movimento- aggiunge Pizzarotti- serpeggia la paura. Le persone non sono libere di parlare e per questo non possono rappresentare il cambiamento”. Il primo cittadino “dissidente”, tuttora sospeso dal Movimento a causa dell’inchiesta sulle nomine del teatro Regio, che pure si è conclusa con un’archiviazione, aggiunge: “Non è un passo semplice, ma qualcuno deve avere il coraggio di farlo. Visto che dopo 144 giorni nè il garante nè il direttorio hanno fatto qualcosa per ricomporre una situazione che poteva essere sanata e a me è stata negata la possibilità di sedermi ad un tavolo per spiegare, questa decisione è diventata improcrastinabile”. Ad uscire, precisa il sindaco, “sono io e non il gruppo di maggioranza che farà le sue valutazioni. La mia non è una resa, ma una presa di responsabilità. Non c’è nessuna crisi e andremo avanti come sempre”.

pizzarotti2Il taglio dei ponti con il M5s, ratificato da Pizzarotti nella conferenza stampa fiume convocata questa mattina in municipio, non arriva certo a sorpresa. Da tempo i rapporti tra l’amministrazione e i vertici pentastellati erano improntati alla freddezza. Più volte il sindaco, sollevando questioni di democrazia interna nel movimento, ha sollecitato il direttorio, e in particolare il responsabile degli enti locali Luigi di Maio, ad andare a Parma per un confronto. E per dirimere, ad esempio, la vicenda del simbolo reclamato anche da due consiglieri comunali che, usciti dal gruppo 5 stelle di maggioranza, ne hanno creato uno all’opposizione. Appelli ripetutamente ignorati, che Pizzarotti non ha preso bene. Non escludendo a questo punto anche di trascinare Grillo e Casaleggio in Tribunale “per danno di immagine“. E’ “un tema che non mi appassiona, ma potrà essere oggetto di valutazione. Ringrazio soprattutto i miei cittadini per la pazienza che hanno dimostrato, quando Parma è stata attaccata e ne è stata data un’immagine non corrispondente alla realtà”, chiude il parmigiano.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

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