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La psicologa: “Tra i giovani il sesso non è cambiato con il Covid”

Simonelli : "Nella società pornografica è ancora tabù in famiglia"
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ROMA – “La sessualita’ tra i giovani non e’ cambiata di molto con il Covid, perche’ nell’adolescenza esiste un senso di onnipotenza che e’ tipico e fisiologico dell’eta’. I giovani pensano che agli altri possa capitare qualcosa ma a loro no, non solo a livello sessuale ma in tutti gli ambiti”.

Lo dichiara alla Dire Chiara Simonelli, docente di Psicologia dello sviluppo sessuale dell’Universita’ La Sapienza di Roma, alla vigilia della giornata mondiale del benessere sessuale promossa dall’Organizzazione mondiale della sanita’.

Entrando nello specifico del desiderio giovanile, la docente spiega che: “È l’aspetto piu’ interessante della sessualita’ umana e si basa su fantasie. Non e’ costante come l’appetito, ma anche il desiderio risente molto dei disagi, della propria identita’ e del bagaglio esperienziale.

Per avere un buon desiderio sessuale bisogna stare bene con se stessi, non essere vittime di stress e preda di preoccupazioni. Sotto questo aspetto- approfondisce la psicologa- durante la pandemia sono stati i genitori a essere piu’ colpiti dei giovani. Per chi ha perso il lavoro, il reddito o chi ha lavorato in smartworking con dei bambini piccoli a casa e’ stata una sfida mondiale.

Invece, i ragazzi che non hanno ancora questi pesi sulle spalle, ma si vedono sottrarre il futuro, possono entrare in una strada di depressione che e’ il contrario del desiderio. Il desiderio e’ espressione di vitalita’”. Secondo l’esperta pero’, “di fronte a una societa’ sempre piu’ pornografica, nelle famiglie italiane permane l’imbarazzo nell’affrontare temi che sono legati al piacere, alla sessualita’ e alle emozioni connesse a questo tipo di relazioni.

I figli adolescenti, per avere delle informazioni, si rivolgono ai coetanei che ne sanno poco e niente. Questa cosa- conclude- mette in evidenza che un po’ di educazione sessuale costante e presente nella scuola sarebbe piu’ che utile”.

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