“Attenti ai termometri infrarossi, vanno controllati”

Il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi: "Subiscono alterazioni dall'ambiente esterno"
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ROMA – “Se sono sempre affidabili i termometri digitali a infrarossi? Ovviamente devono essere tarati bene e chi prende la temperatura deve essere a conoscenza delle norme“. Risponde così il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, interpellato dall’agenzia Dire in merito all’affidabilità dei termometri digitali a infrarossi.

“Bisogna acquistare quelli professionali, di qualità e certificati- prosegue Magi- Poi vanno settati, monitorati e manutenuti così come qualsiasi strumento elettronico. Penso alle apparecchiature radiologiche, che devono essere tarate su fantocci perché non funzionano sempre nello stesso modo, o agli autovelox, che dopo un po’ si starano”.

I termometri digitali a infrarossi devono essere settati “anche in base alla temperatura esterna, perché possono subire delle alterazioni legate a questo”, aggiunge ancora Magi, che poi racconta: “Questa estate sono andato in una università perché facevo parte della commissione per la discussione delle tesi; venivo dal caldo esterno e quando sono arrivato avevo 38,9. Mi sono fermato per qualche istante all’interno dei locali e improvvisamente sono tornato alla temperatura normale. Purtroppo questi termometri sono soggetti anche alla temperatura dell’ambiente esterno”.

Saranno intanto i genitori, ogni mattina, a dover misurare la temperatura ai figli prima di accompagnarli a scuola. “Se misuro la temperatura e il bambino ha 36, 36,5 o 37 e magari inizia a tossire- dice Magi- cosa si deve fare? Entra a scuola? Non entra? Andrà in panico la famiglia e di conseguenza la scuola… Il problema allora sarà screenare bene e fare attenzione ad altri eventuali segnali. Una cosa è certa: dobbiamo imparare a convivere con queste situazioni, non possiamo raggiungere la perfezione ma ci dobbiamo avvicinare il più possibile”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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