Al via oggi i test di medicina, Manfredi: “1500 posti in più”

"Una mossa progressiva per far laureare più medici e mantenere una formazione di qualità", ha dicharato il ministro dell'Università e della Ricerca
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ROMA – “Abbiamo aumentato i posti di 1.500, quindi del 15% rispetto allo scorso anno, proprio tenendo conto delle esigenze straordinarie del momento e superando cosi’ le previsioni del modello di programmazione nazionale. Stiamo andando verso una maggiore offerta, e abbiamo saturato quella che abbiamo oggi, anche con piu’ corsi di laurea in tutta Italia. Questa sicuramente e’ una mossa progressiva per far laureare piu’ medici ma soprattutto per mantenere una formazione di qualita’”. In diretta a Radio24 il ministro dell’Universita’ e della Ricerca Gaetano Manfredi risponde cosi’ alle critiche sull’insufficienza di posti a disposizione per l’accesso alle facolta’ di medicina, notoriamente a numero chiuso. Manfredi ha poi parlato di un altro aumento voluto dal suo dicastero: “abbiamo finanziato 5.500 borse in piu’, cioe’ il 70% in piu’ dell’anno scorso. Questo e’ uno sforzo straordinario che e’ stato fatto proprio per mettere piu’ medici e specialisti”, ha concluso il ministro.

TEST MEDICINA, PRESIDENTE COMMISSIONE NAPOLI: “ASSEMBRAMENTI MINIMI”

Sono aperti da questa mattina alle ore 8 i cancelli del polo universitario di Monte Sant’Angelo, a Napoli, per accogliere i 4.508 partecipanti ai test di medicina e odontoiatria del 2020, il primo dell’era Covid. Tante e rigide le procedure adottate per garantire il distanziamento tra candidati, commissari e personale di servizio. Unico momento di confusione al momento dell’ingresso, quando i primi studenti si sono assembrati davanti all’entrata dell’ateneo. Gli aspiranti medici sono divisi in 73 aule, all’ingresso delle quali vengono identificati e poi accompagnati a sedere lasciando un posto libero tra un candidato e l’altro. Inizio alle ore 12:00 per la prova che durera’ 100 minuti.”

È andato tutto molto bene, forse qualche assembramento si e’ verificato in mattinata molto presto al di fuori del cancello dell’universita’”. Cosi’ alla Dire il professore Michele Nicoló, presidente della commissione esaminatrice per i test di ingresso di medicina e odontoiatria a Napoli, in corso questa mattina alla Federico II – dove sono disponibili 557 posti per Medicina e chirurgia e 60 posti per Odontoiatria – come negli altri atenei d’Italia. “All’interno dell’universita’ non si e’ verificato alcun problema: i candidati sono stati chiamati in maniera distanziata e all’ingresso delle aule hanno potuto sanificare le mani. Direi – ribadisce Nicoló – che assolutamente non c’e’ stato alcun problema”.

A NAPOLI ORDINE IN AULE E CAOS AI CANCELLI 

Nell’universita’ distanziamento rispettato, ma fuori c’era una situazione indecente”, e’ la voce di uno dei ragazzi che varcano la soglia dei cancelli della Federico II, sede di Monte Sant’Angelo, a Napoli, dove oggi in tanti si sono ritrovati per tentare l’ammissione alle facolta’ di Medicina e Odontoiatria. Sono in molti quelli che al termine del test condividono il racconto di una doppia gestione delle misure di sicurezza anti-covid: ordine e regole dentro, caos e affollamento fuori. “Davanti ai cancelli c’e’ stato un bell’assembramento, nelle aule la situazione era normale”, dice un’altra candidata. La situazione all’uscita, dove molti genitori accalcati attendono i figli reduci dalle prove, non sembra smentire questo racconto. Cancelli aperti dalle ore 8 per permettere l’ingresso in due turni ai candidati, in base alla lettera iniziale del cognome, nelle 73 aule messe a disposizione dall’ateneo federiciano. “E’ andato tutto molto bene”, dichiara alla Dire il presidente della commissione esaminatrice, Michele Nicolo’, “forse qualche assembramento si e’ verificato in mattinata molto presto al di fuori del cancello dell’universita’”. All’interno massima attenzione ai protocolli anti-covid, separazione e mascherina indossata: “I candidati sono stati chiamati in maniera distanziata e all’ingresso delle aule hanno sanificato le mani”, prosegue Nicolo’.

Per la prima volta, le prove di ammissione possono essere svolte nel comune di residenza, anche se, graduatoria permettendo, si punta ad essere ammessi ad un ateneo di un’altra citta’. 3.964 i presenti su 4.508 iscritti per Napoli e provincia, 161 in meno rispetto allo scorso anno quando, pero’, si concorreva ai soli posti messi a disposizione dalla Federico II, che per questa sessione apre le porte a 617 meritevoli, dei quali 557 per la facolta’ di Medicina e chirurgia e 60 per Odontoiatria. “Numero chiuso necessario”, sostiene alla Dire Claudio, che ha tentato il test per la prima volta questa mattina, “per certe facolta’ e’ indispensabile”. “Giuste le selezioni iniziali, ma dovrebbero rendere i compiti piu’ accessibili a chi, come me, esce dal liceo. Quest’anno era molto difficile“, aggiunge un altro esaminato. C’e’ poi chi chiede una tipologia di selezione piu’ simile a quella di altre facolta’: “Sicuramente serve una scrematura, ma dovrebbe essere piu’ flessibile: far entrare tutti e poi tagliare i meno meritevoli col tempo”. Il 7 ottobre verranno pubblicate le prime graduatorie a scorrimento. Dopo quella data i candidati avranno cinque giorni di tempo per scegliere se immatricolarsi o meno.

A BERGAMO 774 CANDIDATI PER IL TEST DI MEDICINA NELL’EX LAZZARETTO

Anche a Bergamo, oggi, aspiranti medici tra i banchi per affrontare il test. Con 744 candidati, distanziati e in sicurezza si apre oggi la cittadella dell’universita’ di Bergamo nei locali del Lazzaretto, luogo simbolico che richiama alla memoria l’epidemia di peste che nel 1630 causo’, solo nel territorio orobico, piu’ di 55.000 morti. Un settembre “ricco di appuntamenti accademici- fanno sapere dall’ateneo bergamasco- tra cui i test d’ingresso di scienze della formazione primaria (16 settembre) e i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno di primo grado (22, 24, 29 settembre e 1° ottobre)”. L’idea di adibire il quadrilatero storico di piazzale Goisis a sede universitaria provvisoria e’ venuta al rettore Remo Morzenti Pellegrini, che spiega: “Il problema piu’ urgente da risolvere era appunto dove collocare gli iscritti al test di medicina del 3 settembre, garantendo il distanziamento ma anche l’accessibilita’. Avendo gia’ in calendario una serie di iniziative per la ripresa dell’anno accademico, abbiamo deciso di partire da questa esigenza per ripensare gli altri appuntamenti in programma. L’univer­sita` e` chiamata oggi a ricordare l’importanza di tornare ad educare e a ricordare che la cono­scenza e` lentezza, riflessione e pazienza. In questi mesi abbia­mo costruito un nuovo rapporto con gli studenti, dialogando con loro e ascoltando le loro espe­rienze. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati e la di­dattica a distanza da sola non ba­sta, non solo per le universita’”.

Inoltre, per il 30 settembre e’ in programma la cerimonia di consegna pubblica dei diplomi delle lauree conseguite a distanza nel periodo tra marzo e luglio da circa 500 studenti, che avverra’ con la partecipazione del ministro dell’universita’ e della Ricerca Gaetano Manfredi che nell’occasione inaugurera’ l’anno accademico: “Bergamo simbolo della crisi che abbiamo vissuto. Vogliamo dare il via alla ripartenza in una citta’ simbolo della lotta al Covid” ha detto il ministro. Tra il 4 e il 16 settembre, infine, il Lazzaretto ospitera’ anche uno sportello informativo per i neo-iscritti e una postazione del Cus; mentre dal 22 al 29 saranno accolte le matricole dei corsi di laurea triennali, dipartimento per dipartimento. Due proposte indirizzate a chi ha da poco terminato il percorso di studi e a chi e’ in procinto di iniziarlo. 

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3 Settembre 2020
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