VIDEO | Sociale, D’Antona (Europa Donna): “A settembre associazioni a scuola di advocacy”

"Non scoraggiarsi e ricordarsi che non si è mai sole". È l'appello che la presidente di Europa Donna Italia rivolge a tutte coloro che scoprono di avere un tumore del seno
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ROMA – “Non scoraggiarsi, essere protagoniste del proprio percorso di malattia e ricordarsi che non si è mai sole“. E’ l’appello che Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, ha lanciato, dagli studi dell’agenzia Dire, rivolgendosi a tutte coloro che scoprono di avere un tumore del seno.

Proprio in occasione di questa intervista, ripercorrendo storia e mission di Europa Donna, la presidente ha annunciato i prossimi appuntamenti che l’associazione ha in agenda, il primo dei quali è dedicato alla formazione: “A settembre si torna a scuola con due master, uno a Roma e uno a Milano, al quale parteciperanno 200 associazioni che si dedicano al supporto delle pazienti. La parola chiave- ha spiegato la presidente- è appunto ‘formazione’, fondamentale per acquisire autorevolezza e riconoscimento verso le istituzioni, le aziende, i clinici e tutti coloro con i quali le associazioni devono lavorare. In Italia all”advocacy’ – e mi dispiace utilizzare una parola anglosassone – siamo ancora poco abituati- ha proseguito D’Antona- ma le cose stanno cambiando”.

La ‘consapevolezza’ è il concetto che fa da filo conduttore a tutta la storia di Europa Donna, a partire dalla sua fondazione: “Il nostro movimento è nato 25 anni fa, nel 1994, da un’ intuizione del professor Umberto Veronesi con la missione di dare voce alle donne su una malattia psicologicamente, ma anche fisicamente, devastante – pensiamo a quanto lo fosse 20 anni fa – riconoscendo l’importanza che i bisogni e il giudizio delle pazienti fossero tenuti in considerazione durante tutto il loro percorso di cura”.

Europa Donna oggi è presente in 47 Paesi, in Italia è capofila di una vera e propria rete di “152 associazioni” con tanti progetti in cantiere o già avviati: dalla richiesta del supporto psico-oncologico, al Riconoscimento al ‘Laudato Medico’, fino all’istituzione di una giornata di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico.

IL PROGETTO ‘FORTEMENTE’: QUANTO E’ IMPORTANTE LO PSICONCOLOGO

“Un percorso non ancora concluso, ma lotteremo fino a quando non lo sarà”. Rosanna D’Antona ha utilizzato queste parole per parlare del progetto ‘ForteMente’, nato da una constatazione: “una donna con un tumore al seno cronico ha bisogno di un sostegno specialistico, aldilà di quello che può ricevere dalla rete familiare e del volontariato. Se nei centri dedicati alla cura del tumore al seno fosse assicurata la figura della psiconcologo- ha chiarito D’Antona- la donna troverebbe questo appoggio. Abbiamo mosso la nostra rete di associazioni per condurre una rilevazione su quanto fosse sentita questa esigenza e a Roma, in Agenas, Europa Donna si è seduta al tavolo con metà delle Regioni che hanno già sottoscritto una dichiarazione di impegni in questa direzione. Siamo solo all’inizio”.

IL ‘LAUDATO MEDICO’: NELLA SCORSA EDIZIONE 6MILA SEGNALAZIONI

Una sorta di “sondaggio nazionale, nato quando tre anni fa ci ha lasciato il professor Umberto Veronesi”. Lo ha raccontato con toni affettuosi la presidente Rosanna D’Antona: “Dopo la morte di Veronesi tutto il mondo scientifico si è preso carico della staffetta che lasciava. Noi, come movimento di advocacy, lo abbiamo fatto per difendere il diritto delle pazienti a essere ascoltate e sull’importanza di una buona relazione con il medico. Lo chiamano- ha ironizzato- il TripAdvisor dei pazienti e in questo sondaggio le pazienti hanno a disposizione cinque parametri per segnalare il medico più empatico e disponibile. La data del riconoscimento è il 28 novembre. Da 4mila segnalazioni, l’anno scorso siamo arrivati a 6mila e quest’anno speriamo di raddoppiare”.

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