lunedì 10 Agosto 2026

FOTO | Quando a Zocca si sciava (grazie allo skilift portato da Vasco Rossi): il docufilm è pronto

Il docufilm "Zocca Ski Resort", realizzato grazie a testimonianze e foto d'epoca, racconta la breve stagione d'oro della sciovia di Zocca, a 750 metri di altitudine sull'Appennino modenese

MODENA – C’era una volta una stazione sciistica ‘bassa’, molto bassa: a Zocca, patria di Vasco Rossi, sull’Appennino modenese, a 750 metri di altezza oltre 40 anni fa ci fu chi si inventò una stazione sciistica. E, come in ogni comprensorio che si rispetti, c’erano impianti, gatti delle nevi e “centinaia di persone che nei weekend d’inverno transitavano con gli sci in spalla per le vie del paese”. C’era e non c’è più. Oggi sull’Appennino modenese si scia (clima permettendo) un po’ più in ‘su’, sul Cimone. Ma per chi c’era allora, per chi non ha dimenticato o per chi volesse fare un tuffo nel passato, sabato prossimo c’è l’occasione per ‘re-immergersi’ in quelle fresche atmosfere. Sabato 8 agosto, alle 20.45, in piazza Martiri a Zocca, si terrà l’anteprima del docufilm che racconta l’avventura di quella stazione sciistica (in cui lo stesso Vasco ebbe un ruolo). E all’amarcord, con filmati d’epoca e testimonianze, si affiancherà la riflessione sulle sfide lanciate alla montagna dalla crisi climatica.

IL DOCUFILM SI CHIAMA ‘ZOCCA SKI RESORT’

Il docufilm è di Riccardo Finelli, “Zocca Ski Resort“, è patrocinato dal Comune di Zocca e realizzato in collaborazione con Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale dei Film di Famiglia, e parte da un lavoro di ricerca del giornalista, che per circa un anno ha raccolto immagini e pellicole d’epoca sulla vita degli skilift attivi in paese fra il 1978 e la seconda metà degli anni ’80. Alla parte iconografica, rielaborata anche con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, si sovrappone il racconto di alcuni dei protagonisti di un’avventura basata esclusivamente sul volontariato, che coinvolse per una decina d’anni l’intera comunità. Quelli, dice il sindaco di Zocca Federico Ropa, “erano gli anni dove i tanti nevoni e il dilagare dello sci come sport di massa trascinavano anche a bassa quota il mito del turismo invernale. Anche Zocca si accodò, con inventiva e intraprendenza, come quando, per finanziare una nuova sciovia, venne chiesto a Vasco Rossi di organizzare al campo sportivo di Zocca quello che sarebbe rimasto l’unico suo concerto in paese. Era il 14 agosto 1982“. Ma il docufilm, durata circa 45 minuti, allarga la prospettiva oltre il racconto storico e porta a riflettere sulla crisi climatica e sulle sfide che stanno lanciando alla montagna. Il documentario coinvolge su questo docenti universitari ed esperti di stazioni sciistiche abbandonate (un fenomeno sempre più diffuso in Europa), perché uno dei temi, anche per Zocca, è: cosa fare dei resti arrugginiti di skilift e seggiovie? “E, forse, la rimozione potrebbe non essere l’unica alternativa”, dice il sindaco.

ERA UNO SKILIFT COMPLICATO

C’è un sito, ‘Lost lift-sciare nel passato‘, che di Zocca dice: la sciovia del paese “ha una storia molto particolare ed alquanto breve. Nel 1982 il Comune acquistò grazie alle finanze ricavate da un concerto del noto cantante italiano Vasco Rossi (nativo del paese) la sciovia ‘Del Cerro’ di Pavullo nel Frignano chiusa pochi anni prima e gestita dalla locale società ed omonima Sciovia del Cerro”. L’impianto era stato costruito nel 1968 dalla ditta Leitner di Vipiteno: motore a gasolio, lungo 200 metri, trasportava 600 persone all’ora. “Venne soprannominato dai frequentatori ‘la Piè Veloce’ per descrivere la velocità dello skilift e per le difficoltà incontrate lungo la linea che risultava alquanto complessa da affrontare per chi alle prime armi e con poca dimestichezza”, si segnala ancora sul sito che documenta i vecchi impianti. Le piste (facili, diremmo oggi), erano due per una lunghezza di circa 400 metri.

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