BOLOGNA – Una serie di “offese sistematiche“ diffuse via social con un “meccanismo strutturato, tecnologico e un linguaggio comune e ripetitivo” è al centro di querele sporte, in queste ore, da Fabio Anselmo alla Polizia Postale. “Stiamo querelando offese sistematiche orchestrate da pagine e post che- dice lo stesso legale dei parenti di Abderrahim Fakir- sembrano avere una mano tecnologica non casuale” e che prendono di mira la nipote di Fakir, Yossra, lo stesso Anselmo e la senatrice di Avs Ilaria Cucchi. Offese che in passato Anselmo aveva già ricevuto ma che si sono rimesse in modo, dice, “in concomitanza” con i fatti del Pilastro (è qui che il 19 luglio è morto Abderrahim Fakir) e con i loro sviluppi. “Sono commenti e post che sembrano fatti dalla stessa mano, colpiscono me e Cucchi per la nostra attività”, fanno leva ad esempio sul fatto che ci sarebbe una speculazione, anche economica, sul caso. Anselmo vede poi analogie con la ‘tempesta digitale’ che nei giorni scorsi ha investito il sindaco Matteo Lepore. “E ho visto- dice il legale- che anche lui ha fatto denuncia”.
Oggi inoltre si è svolto un sopralluogo di Ris, Squadra mobile e Procura in via Svevo al Pilastro, teatro dei fatti del 19 luglio: di questo Anselmo non aveva notizia e non ha elementi sui riscontri. In proposito si limita a dirsi “sereno e e soddisfatto di questi accertamenti”.



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