lunedì 10 Agosto 2026

Europei, Filippo Pelati argento nel solo libero: “Lo dedico a mio nonno”

Il 19enne ferrarese ripropone 'Il diavolo', la stessa routine con cui aveva conquistato la medaglia di bronzo iridata a Singapore

ROMA – Dopo l’argento nel solo tecnico, Filippo Pelati si ripete nel solo libero e colleziona la quarta medaglia agli Europei di nuoto artistico. Il 19enne ferrarese ripropone ‘Il diavolo’, la stessa routine con cui aveva conquistato la medaglia di bronzo iridata a Singapore.

Sulle note de ‘L’uccello di fuoco’ di Igor Stravinskij, con la coreografia di Anastasia Ermakova, Pelati porta in acqua un esercizio di grande intensità teatrale, trasformando il tema del fascino del male in una performance potente, misteriosa e ricca di tensione. Apre con un bellissimo trust, eseguito con grande sicurezza, e mantiene per tutta la routine un controllo tecnico di alto livello, con il ginocchio sempre ben fuori dall’acqua nei momenti più delicati. I movimenti decisi e sinuosi alternano aggressività e teatralità, creando un racconto scenico in cui tecnica e interpretazione si fondono in modo naturale.

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La giuria premia la prova dell’azzurro con 252.8713 punti, frutto di 132.0713 per gli elementi e 120.8000 per l’impressione artistica. Un punteggio che vale il secondo posto alle spalle del britannico Ranjuo Tomblin, oro con 258.9188 punti, e davanti allo spagnolo Jordi Caceres Iglesias, bronzo con 229.2599. Il giovane ferrarese è allenato da Beatrice Casalini e Silvia Costa per Fiamme Oro e Uisp Bologna e seguito dal direttore tecnico della nazionale Patrizia Giallombardo.

PELATI: ARGENTO DEDICATO A MIO NONNO

Sono riuscito a migliorare molto rispetto all’Europeo di Funchal– commenta il 19enne-. Sono contento della perfomance di oggi anche se ho sentito la stanchezza dell’ultima gara. Si può sempre dare qualcosa in più, però è un punto su cui migliorare soprattutto in vista dei Mondiali juniores. Dedico questa medaglia a mio nonno che è mancato durante la preparazione di questa gara. Non sono riuscito ad assentarmi dalla preparazione, anche perché volevo comunque continuare a tenere alto il ritmo e credo che fosse anche suo volere vedermi raggiungere tutti i miei sogni. Ho un tatuaggio per i miei nonni che non ci sono più e devo completarlo per lui che purtroppo adesso mi guarda da lassù, ma era il mio primo fan”.

“Cerco sempre di mantenermi con i piedi per terra, anche se è sempre molto bello viaggiare un po’ con la testa e sognare- prosegue il ferrarese- Aspettative pienamente rispettate, anzi è arrivata forse la gara più inaspettata, la medaglia più inattesa è stata quella del primo giorno. E anche le medaglie con Lucrezia molto importanti, quella di oggi, comunque questo è un singolo che io porto da due anni a questa parte e è una routine cui tengo molto, su cui sono stati fatti molti miglioramenti e è sempre molto gratificante quando viene apprezzata. Sono già stato minacciato da parte del direttore tecnico: da settembre ricominceremo a pieno carico tutta la preparazione, quindi sicuramente creando nuove routine, migliorandoci sui punti che sono più critici, sui punti sui quali i giudici ci hanno chiesto di porre più attenzione, quindi sicuramente sempre un lavoro nel dettaglio che cresce di giorno in giorno”.

GIALLOMBARDO: PELATI CRESCIUTO DI MENTALITÀ

“Avevamo messo nel conto anche qualche risultato inferiore, quindi sono molto soddisfatta per quello che ha realizzato Filippo (Pelati, ndr) e per quello che hanno fatto tutti i nostri ragazzi finora”, dichiara Patrizia Giallombardo, direttore tecnico della nazionale di nuoto artistico.

“Filippo in questa routine ha dato un po’ meno di impressione artistica perché probabilmente era molto preoccupato a compiere bene gli ibridi che ha nuotato discretamente- prosegue Giallombardo-. Era un po’ in ritardo e se ne è accorto e quindi ha tagliato qualche pezzo di braccia, però è stato bravissimo perché se n’è accorto ed è riuscito a portare a termine l’esercizio in modo molto buono. Filippo è cresciuto tanto di mentalità: all’inizio è arrivato che non sapeva lavorare con l’alto livello, nel senso veniva da junior quindi il lavoro aveva un approccio diverso e piano piano siamo riusciti a far capire che non contano le ore di allenamento, le otto ore, ma conta la qualità dell’allenamento, quindi un’ora deve essere fatta al 100%. Sicuramente un grande aiuto è stato anche quella della sua compagna Lucrezia Ruggiero perché lei, atleta già matura, mi ha dato una mano a farlo crescere”.

Filippo può esaltare ancora di più la parte artistica soprattutto nelle transizioni, oggi un po’ balbettanti. Dobbiamo lavorare tantissimo sulla mobilità e sull’estensione. Infatti gli ho detto che a settembre sarà appeso in spaccata per tutto il tempo…”, conclude Giallombardo.

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