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L’associazione Padri in Movimento: “Servono emendamenti per limitare Ctu ed escludere Pas”

Jakub Stanislaw Golebiewski, presidente dell'associazione Padri in Movimento, sostiene gli emendamenti alla riforma del processo civile presentati dalla senatrice Valente
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ROMA – “Bisognerebbe istruire le tante associazioni che affermano di tutelare i diritti dei padri separati, che la bigenitorialità non può incontrare la violenza per poi rifugiarsi nelle aule di tribunale. In questo momento è necessario, attraverso il pacchetto di emendamenti al disegno di legge di riforma del processo civile proposti dalla senatrice Valeria Valente appoggiata da diverse realtà politiche, stabilire un giusto bilanciamento tra diritto alla bigenitorialità e preminente interesse del minore in caso di violenza endofamiliare“. Così Jakub Stanislaw Golebiewski, presidente dell’associazione Padri in Movimento, esprime forti critiche alla riforma del processo civile e invita a tener conto degli emendamenti a prima firma della senatrice Valente, presidente della Commissione Femminicidio, “necessari a limitare di molto il potere delle Ctu nelle perizie, escludere la Pas dall’uso strumentale che viene fatto dai consulenti dei tribunali e l’ascolto dei minori nelle separazioni, con l’esclusione del diritto alla bigenitorialità in caso di violenza familiare accertata”.

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“Ciò che spaventa non è la violenza dei cattivi – continua Golebiewski – è l’assoluta indifferenza dei buoni. L’indifferenza di tanti uomini e padri sopraffatti dall’ideologia misogina è più colpevole della violenza stessa. Ci troviamo davanti ad un potenziale esercito di violenti pronto a combattere donne e bambini se non opportunamente disarmato. Silenzio e indifferenza non agiscono in difesa di bambini e genitori, per questo sono necessarie riforme per combattere l’apatia morale di coloro che si voltano dall’altra parte quando vengono lesi importanti diritti dei minori e delle loro madri“.

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Il presidente dell’associazione Padri in Movimento prosegue: “La violenza è l’ultimo rifugio dell’incompetente e nelle separazioni con figli non fa altro che alimentare un meccanismo perverso che opera con modalità naziste. Hitler nel suo libro Mein Kampf scrisse: ‘La ragione tace e tocca alla violenza la decisione suprema, la miglior difesa consiste nell’assalto.’ Ed è con l’assalto ai tribunali, con il caos, con le richieste di Ctu, perizie psichiatriche, indagini peritali, false testimonianze, procedure e prassi in deroga a trattati internazionali, denunce strumentali e manipolazioni di ogni tipo che si cerca di silenziare la violenza su bambini e donne per trasformarla in Pas, alienazione parentale, l’ultima spiaggia del violento per riscattarsi con azioni di violenza istituzionale, nei confronti dei propri figli e della loro madre. Il clichè è noto anche ai non addetti ai lavori: i carnefici diventano vittime e le vittime vengono trasformate in carnefici, gioco redditizio che trasforma le separazioni in incubi senza fine nel più totale disinteresse emotivo per i figli minori”.

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Conclude il presidente Golebiewski: “I padri separati amorevoli sanno bene che il problema non è la tutela al diritto di essere genitori presenti nella vita dei figli, sempre garantito, ma la pretesa di poter esercitare violenza in nome di un rivendicato diritto alla bigenitorialità“.

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