Violenza, casa-rifugio nella Marsica: “Tante le richieste”

Aperto ad aprile il centro anti-violenza, gestito dalla cooperativa romana Be Free, e' già al completo
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violenza_donneROMA – E’ il primo centro antiviolenza per le donne della Marsica, ha aperto da poco e gia’ lavora a pieno regime. La casa rifugio e’ al completo, con 3 donne e 4 bambini ospitati, ma le richieste continuano ad arrivare. A raccontarci la nascita e il lavoro di questa nuova esperienza e’ Daniela Senese, la responsabile della Casa delle donne nella Marsica. “Il nostro centro fa riferimento alla cooperativa sociale BeFree di Roma, la cui presidente e’ originaria della Marsica e da anni sogna di realizzare un centro qui, in -questa zona in cui il problema della violenza sulle donne esiste, ma e’ particolarmente sommerso, come spesso accade nelle piccole realta’. E dove non esisteva, finora, alcuna risposta.

Centro antiviolenza sono a L’Aquila, a Sulmona e a Pescara, ma qui nella Marsica non c’e’ nulla”. La realizzazione del centro e’ stata possibile grazie a un finanziamento della Chiesa valdese. “C’e’ stato un corso di formazione per operatrici e siamo state selezionate in sei, tutte della zona – racconta Daniela – Io e altre tre siamo psicologhe, poi c’e’ un’assistente sociale e un’avvocata, per le donne che decidano di sporgere denuncia. Cosa che non sempre accade”. Il centro comprende una casa rifugio a indirizzo segreto e, distante da questa, sempre per motivi di sicurezza, un altro spazio con gli uffici e per i colloqui, dove vengono ascoltate e sostenute anche le donne che non siano ospiti della casa. “Oggi il rifugio ospita tre donne, una italiana e due straniere. Una di loro ha un figlio, un’altra ne ha 3. Non abbiamo altri posti, cosi’ dobbiamo rispondere di no ad altre che avrebbero bisogno di essere accolte”.

I contatti possono essere diretti o mediati: “In alcuni casi le donne chiamano direttamente il nostro cellulare, altre volte ci vengono segnalate da ospedali, carabinieri, polizia o servizi sociali. In questi mesi stiamo portando avanti un intenso lavoro di relazioni, per farci conoscere e soprattutto per costruire la rete in cui il nostro servizio vuole deve essere inserito – continua Daniela – Non e’ facile, anche perche’ in questo momento, sebbene le dimensioni del problema siano importanti, le strutture non vengono sostenute. Pensiamo a Roma, dove uno dei centri di BeFree, Sos Donna, e’ stato chiuso, per problemi di riassegnazione e rinnovo, e un altro e’ a rischio chiusura, dopo una proroga di alcuni mesi. Sempre nella capitale, Be Free ha anche uno sportello all’interno del San Camillo, ormai parte integrante del pronto soccorso. E i numeri sono impressionanti”.

donne lavoro

Nel frattempo, la piccola casa rifugio della Marsica (il luogo resta anonimo, per ragioni di sicurezza), muove i suoi primi passi. “La terza donna e’ arrivata pochi giorni fa. Possono restare ospiti per 5-6 mesi, ma l’obiettivo che ci poniamo e’ di portare avanti un progetto di fuoriuscita dalla violenza vissuta, tramite la ricerca di una casa e di un lavoro, in zona o fuori, e di servizi per eventuali figli”. Ora, l’obiettivo e’ “crescere e rafforzarci, perche’ tante sono le donne che hanno bisogno di aiuto. E troppo poche quelle a cui oggi possiamo rispondere. A ottobre conosceremo l’esito di un bando: se vinceremo, potremo allargarci ma anche integrare il personale e quindi i servizi offerti. Il bisogno sicuramente esiste: speriamo di poter presto dare una risposta piu’ ampia”.

(www.redattoresociale.it)

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