giovedì 16 Luglio 2026

A Bologna in via Marsala il gelato è “legale”: dal sequestro per legami con la ‘Ndrangheta alla riapertura

Riapre l'attività confiscata: ecco 'Ice Lab'. "Ma non è stato facile". Ecco perché

BOLOGNA – Non è stato facile riaprire la gelateria all’angolo tra via Oberdan e via Marsala a Bologna. Dopo il sequestro a Saverio Giampà, pluripregiudicato ritenuto dagli inquirenti contiguo alla ‘Ndrangheta e accusato di aver intestato fittiziamente l’attività a dei prestanome, gli amministratori nominati dal Tribunale di Bologna non riuscivano a trovare imprenditori che volessero gestirla, ma nemmeno lavoratori disposti a prendere servizio, a causa, spiegano, delle ‘pressioni’ della precedente proprietà. Quella dell’ex gelateria Majori, però, è una storia a lieto fine, perché, grazie all’aiuto di una storica gelateria pugliese, la Gasperini di Bari, rinata nel 2016 proprio dopo il sequestro ad un boss della mafia locale, il negozio riapre come “Ice Lab by Gasperini” grazie al coraggio di tre soci e 14 lavoratori.

“Non siamo di fronte a un’attività confiscata in via definitiva, è sequestrata e confiscata in primo grado, quindi l’iter giudiziario deve ancora arrivare a conclusione. Ciò premesso, auguro ai ragazzi ogni ogni bene, vanno supportati per quanto possibile”, spiega Giampaolo Pulieri, l’amministratore nominato dal Tribunale di Bologna. “Questa gelateria è stata sequestrata nel giugno del 2024 al termine di un’operazione investigativa della Dia che era iniziata addirittura nel 2019. A novembre del 2024 siamo stati costretti a chiudere la gelateria in ossequio alla normativa antimafia, che ci imponeva di allontanare il soggetto destinatario della misura di sequestro e i suoi parenti, che lavoravano tutti nel locale. Dopodiché abbiamo avuto notevoli difficoltà a reperire altro personale e, quindi, ci siamo orientati a cercare degli imprenditori che volessero gestirla”, ricostruisce Pulieri.

‘SALVATA’ DAL MARCHIO PUGLIESE CON UNA STORIA SIMILE

“Per tre volte, tre soggetti che si erano avvicinati non hanno superato i controlli antimafia”, racconta. Al quarto tentativo, “siamo riusciti a trovare una sintesi”, anche se, prosegue l’amministratore, “riaprirla effettivamente è stato un processo alquanto difficoltoso poiché hanno avuto notevoli interferenze riconducibili alla vecchia gestione”, conferma. Qui entra in gioco Gasperini. “Ho pensato, in ossequio alle best practices che la Commissione Antimafia dà agli amministratori giudiziari, di mettere in contatto questa gelateria con un marchio storico della Puglia che aveva subito la stessa storia: gli attuali gestori che si sono dichiarati ben disponibili ad accompagnare questi ragazzi, tutti under 35, nella riapertura di questa attività”, racconta Pulieri. “Non è stato affatto facile, ma la sinergia tra le forze dell’ordine, le autorità e il lavoro eccelso della Dia ci ha permesso, pur con qualche piccola difficoltà inizialmente, di avviare questa attività. Lo Stato è presente e noi andiamo avanti. C’era questa macchia legata alla presenza della vecchia gestione, i ragazzi non erano tranquilli, non è un’attività classica a cui mandi il curriculum e inizi una selezione. C’erano delle dinamiche collaterali, ma incisive rispetto alla riapertura della gelateria, che hanno permesso con più fatica trovare una nuova gestione”, spiega Francesco Cascarano, uno dei soci di ‘Ice Lab’.

“Rimettere nel circuito della legalità un’attività imprenditoriale che in precedenza era collegata a organizzazioni criminali, è indicativo della presenza dello Stato, della forte rete istituzionale che c’è a Bologna tra Stato, associazioni di categoria, enti locali”, rivendica il prefetto di Bologna, Enrico Ricci. “Nessuna attività come il colpire nei beni economici la criminalità organizzata dà più successo ed è più produttiva dal punto di vista del contrasto all’infiltrazioni”, sottolinea il prefetto. “Voglio sottolineare il grande lavoro di squadra che è stato fatto in questi mesi, in silenzio, ma con un obiettivo ben preciso e condiviso. Voglio ringraziare naturalmente tutti loro che hanno lavorato per riaprire la gelateria e per restituirla alla città e alle persone che lavorano al suo interno. Qui il gelato è buono e sano”, assicura il direttore generale di Ascom Bologna, Giancarlo Tonelli. Da Bologna parte un “messaggio alla criminalità organizzata, che ci ha provato a non far venire la gente a lavorare qua. Complimenti a tutti, anche a coloro che hanno deciso di lavorare, di mettersi dietro al bancone”, conclude, prima di mettersi a servire il gelato, il vicepresidente della commissione antimafia, il deputato Mauro D’Attis.

L’ITER GIUDIZIARIO

L’ultima condanna (in primo grado) per Saverio Giampà è arrivata a gennaio di quest’anno: secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo, originario di Catanzaro, aveva intestato a una prestanome compiacente due gelaterie di Bologna di cui era proprietario e aveva anche minacciato di morte il titolare di un’altra gelateria in città per convincerlo a cedergli l’attività, venendo però denunciato dalla vittima. L’imprenditore è stato condannato per alcune delle accuse di intestazione fittizia (che in ipotesi accusatoria doveva servire ad eludere una misura di prevenzione patrimoniale) e per quella di tentata estorsione (per le minacce all’imprenditore che poi lo ha denunciato), oltre che per altri reati minori.

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