ROMA – “Ho ancora negli occhi l’immagine di mia madre: abbraccia un’anziana rimasta sola, perché il suo unico figlio vive all’estero”. Il messaggio di Rhaimart Yaracuy, responsabile dei progetti della fondazione Avsi in Venezuela, arriva da Caracas. La sua è una delle tante voci che, dopo il sisma, raccontano il dolore ma anche la richiesta di aiuto. A dare speranza è la solidarietà mostrata da tanti venezuelani verso le persone più fragili, in difficoltà e sole. C’è poi l’aiuto prestato dall’estero, da Cuba fino agli Stati Uniti, dall’Iran fino all’Italia. Cinquecentomila euro per i primi soccorsi, coordinati dalla Caritas, sono stati stanziati dalla Cei a partire dai fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. “Fondi”, sottolinea don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, “che abbiamo già trasferito alla Caritas venezuelana per dare le prime risposte, come sempre andando a cercare i più poveri, quelli che più in questo momento hanno bisogno della nostra solidarietà, della nostra vicinanza, della nostra carità”.




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

