sabato 8 Agosto 2026

Vigili sui sentieri a Cortina, si parte: “Ma non per far multe”

Informazioni sui percorsi, prevenzione di comportamenti a rischio, tutela dell'ambiente...: entra nel vivo il progetto per affrontare l'overtourism dopo i Giochi olimpici.

CORTINA – Detto, fatto. Gli agenti della Polizia provinciale di Belluno si vedranno presto su sentieri e prati, e anche in zone d’alta quota, attorno a Cortina d’Ampezzo. E non saranno di ‘passaggio’, ma impegnati in attività che vanno dalla vigilanza al supporto informativo ai visitatori, fino alla prevenzione di comportamenti scorretti o dannosi per l’ambiente. L’annuncio della novità risale ad aprile, sull’onda dei Giochi olimpici e paralimpici che già facevano presagire una grande affluenza estiva a Cortina, e da ieri si è entrati nella fase operativa con la prima riunione, nella nuova sede della Polizia locale di Cortina, per definire le modalità di attuazione dell’accordo che ‘ingaggia’ la Polizia provinciale sulle montagne della ‘regina delle Dolomiti’ grazie ad un accordo tra Comune, Provincia di Belluno e Regione Veneto; si tratta di un progetto pilota in alternativa ad altri modelli basati su “limitazioni all’accesso” ai luoghi di montagna (leggasi tornelli o numeri chiusi) e che si vorrebbe poi replicare in altri Comuni del Bellunese.

IL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE: UN MODO PER AFFRONTARE L’OVERTOURISM (ECCO COME)

E’ “un passo concreto per affrontare in modo condiviso la sfida dell’overtourism, mettendo al centro la tutela del territorio e la qualità della vita della comunità”, dice il comandante della Polizia Locale, Luis Caranfa, che coordinerà il progetto. “Solo attraverso una collaborazione stretta tra istituzioni è possibile coniugare accoglienza, sostenibilità e rispetto dell’ambiente, garantendo una gestione efficace dei flussi turistici a beneficio dei residenti e degli ospiti”, aggiunge. E dunque: l’attività degli agenti sarà principalmente di informazione, prevenzione e sensibilizzazione, fornendo indicazioni sui percorsi, richiamando al rispetto delle norme di comportamento, a tutela dell’ambiente, ma anche per prevenire situazioni di rischio date da approcci superficiali alla montagna.

E L’ASSESSORE ASSICURA: NON VOGLIAMO LIMITARE LA FREQUENTAZIONE DI MONTAGNA


“Quello che prende il via è un servizio che punta a essere innanzitutto vicino alle persone”, dichiara l’assessore alla Polizia locale di Cortina d’Ampezzo, Stefano Ghezze. Cortina d’Ampezzo si aspetta più turisti e li aspetta “con azioni concrete di educazione e prevenzione”, affinché la vacanza sia “di qualità per i visitatori” ma anche di tutela del patrimonio naturale delle Dolomiti. “La nostra volontà non è controllare o limitare chi frequenta la montagna, né tantomeno di fare cassa con le sanzioni, ma di accompagnare i visitatori con una presenza qualificata, capace di fornire informazioni, prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi e favorire una maggiore consapevolezza. La montagna è un patrimonio straordinario, ma richiede rispetto, preparazione e attenzione: attraverso questo progetto vogliamo coniugare sicurezza, tutela ambientale e qualità dell’esperienza turistica”. Per la provincia di Belluno questo “è solo il primo passo: riteniamo che questo progetto sperimentale con Cortina possa diventare una buona pratica da esportare anche in altri contesti”, afferma Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno.

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REGIONE VENETO: TURISMO IN MONTAGNA VA GOVERNATO, CORTINA APRE STRADA

“Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa trasformarsi in un’azione efficace a tutela della montagna- sottolinea l’assessore regionale alla Montagna Dario Bond- il turismo è una straordinaria opportunità per il nostro territorio e va governato con responsabilità, investendo sulla prevenzione, sull’informazione e sulla presenza qualificata degli operatori. Cortina apre una strada che potrà diventare un punto di riferimento anche per altre realtà del Veneto, e non solo di montagna”.

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