Sicurezza bis, Ong all’attacco: “Incostituzionale, come le persecuzioni naziste”

"Limitare i diritti dei rifugiati e richiedenti asilo è sbagliato"
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ROMA – “Riteniamo una decisione sbagliata quella di non autorizzare Sea Watch a partecipare all’audizione di stamani in Commissione Affari costituzionali, prima che il cosiddetto Decreto Sicurezza bis sia convertito in legge. Contestiamo il fatto di ascoltare solo chi ha opinioni conformi alla maggioranza”. Lo dichiara Filippo Miraglia, responsabile del Tavolo Asilo in una conferenza stampa questo pomeriggio a Roma.

Dopo l’esclusione di Sea Watch dall’audizione delle ong prevista oggi alla Camera sul Decreto sicurezza bis, le organizzazioni Sea Watch, Mediterranea, Msf, Open Arms e Tavolo Asilo hanno scelto di non partecipare e convocato un’audizione pubblica-conferenza stampa per spiegare l’impatto delle nuove norme sulla vita di migranti e rifugiati.

“Limitare i diritti dei rifugiati e richiedenti asilo è sbagliato. Il presupposto di straordinarietà ed emergenza – alla base dello strumento del decreto – è fuori luogo: l’Italia è il Paese che accoglie meno rifugiati in Europa, così come l’Ue nel mondo”.

Miraglia quindi denuncia le persecuzioni a danno di chi aiuta i migranti, “al pari delle persecuzioni naziste”.

Vari i punti di incostituzionalità che il testo conterrebbe secondo le ong, tra cui il finanziamento delle forze di sicurezza libiche, “che compiono violazioni dei diritti”.

Aggiunge Alessio Scandurra, di Antigone: “E’ norma di epoca fascista” afferma, ricordando il ruolo della società civile nel vegliare sui diritti.

“Il decreto ha il palese obiettivo di impedire i soccorsi in mare”, ha detto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, preoccupato anche per l’articolo 12 che prevede fondi per i Paesi che accettano i rimpatri.

“Creerà un mercato dei rimpatri” ha detto Noury, ricordando il principio di non refoulement garantito dal diritto internazionale verso Paesi non sicuri. Molti migranti, ricordano le ong, fuggono da regimi autoritari o dove rischiano persecuzioni. Rimandarli indietro, conclude Noury, “è illegale e immorale”.

Solleva perplessità per Arturo Salerni, Open Arms, anche la norma che assegna al ministro dell’Interno l’ultima parola sul traffico o sull’attracco di navi non militari. Una mossa, sottolinea Salerni, “per attuare misure stringenti contro le navi delle ong che salvano in mare da quando la missione Mare Nostrum è stata chiusa”.

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3 Luglio 2019
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