La Commissione europea decide di non aprire la procedura d’infrazione. Conte: “Siamo un grande paese”

Il miglioramento dei saldi di bilancio varato dal Consiglio dei ministri ha convinto le autorità ad archiviare il procedimento nei confronti dell'Italia
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ROMA – Il Collegio dei commissari europei ha deciso di non aprire la procedura di infrazione (per deficit eccessivo basata sul debito) nei confronti dell’Italia. Il miglioramento dei saldi di bilancio varato dal Consiglio dei ministri ha dunque convinto le autorità ad archiviare il procedimento senza rimandare la decisione all’Ecofin.

Il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha spiegato che l’Italia “rispetterà tutti gli impegni nel 2019” perchè c’è stata “una correzione di 7,6 miliardi” e anche per il 2020 il governo italiano ha preso “l’impegno di rispettare le regole” con “uno sforzo strutturale significativo“.

La procedure di infrazione non verrà aperta e questa è “una buona notizia per l’Italia, l’Europa e anche per credibilità delle regole e delle istituzioni”.

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DI MAIO: GRAZIE A LAVORO CONTE EVITATA PROCEDURA INFRAZIONE

“Innanzitutto volevo fare le mie congratulazioni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il lavoro svolto ai tavoli europei. È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L’Italia non la meritava e l’annuncio di oggi rende giustizia all’Italia e a questo governo. Non solo, siamo riusciti a portare a casa una casella importantissima come quella del commissario Ue alla concorrenza. Andremo dunque ad occupare un ruolo fondamentale, perché spetterà a noi vigilare sulla corretta competizione commerciale tra Paesi a tutela anche delle nostre imprese e del tessuto produttivo”. Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio.

CONTE: EUROPA CI RICONOSCE SERIETÀ E RESPONSABILITÀ, SIAMO GRANDE PAESE

“Oggi è un giorno importante per l’Italia, che porta a casa il risultato che merita. Nessuna procedura di infrazione, l’Europa ci riconosce serietà e responsabilità”. Cosi’ il presidente del consiglio Giuseppe Conte. “La Commissione europea – aggiunge- ha valutato positivamente il quadro dei conti pubblici per il 2019, che è stato certificato con l’assestamento di bilancio approvato dal Consiglio dei Ministri. Non era facile e in molti erano pronti a scommettere contro di noi. Noi invece abbiamo sempre creduto nel nostro Paese, sulla solidità dei nostri conti pubblici e sulla bontà e sull’efficacia delle politiche adottate dal mio Governo. L’Italia è un grande Paese, credibile, e anche oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma”.

Il presidente del consiglio aggiunge: “Abbiamo difeso anche questa volta gli interessi dei cittadini e delle imprese italiane, senza arretrare rispetto alle misure qualificanti della nostra Manovra, tutelando welfare e diritti sociali. Questo significa che nell’ultima Legge di bilancio, come ribadito più volte, avevamo impostato una strategia di politica economica oculata e consapevole. Il nostro è un modello economico che coniuga stabilità dei conti pubblici con la crescita e lo sviluppo sociale. Anche la prossima Legge di Bilancio, sulla quale siamo già al lavoro, proseguirà in questa direzione”.

LETTERA CONTE-TRIA: RISPETTEREMO PATTO STABILITÀ ANCHE NEL 2020

“Per quanto riguarda il 2020 il governo ribadisce l’impegno di ottenere un miglioramento strutturale in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita”. E’ quanto si legge nella lettera che il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, hanno inviato ieri alla Commissione europea in merito alla procedura di infrazione che oggi Bruxelles ha deciso di non aprire. “L’obiettivo complessivo della nuova politica di bilancio per il 2019 e della strategia da presentare nel progetto di bilancio 2020 è conseguire un’ampia adesione al patto di stabilità e crescita”, si legge ancora.

TRIA: GROSSO SFORZO SENZA MANOVRA CORRETTIVA, SFIDA NON È FINITA

“Non è stato facile trovare l’intesa con Bruxelles. Ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo che, come ho più volte ripetuto nelle ultime settimane, non ha richiesto una manovra correttiva ma ci ha comunque evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo”. Lo dice il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, commentando la decisione di Bruxelles di non procedere con l’infrazione.

“A rendere possibile questo risultato non è stato un miracolo ma la conduzione di una prudente politica della finanza pubblica sia sul lato delle entrate, in aumento anche sotto il profilo strutturale, sia su quello delle spese, diminuite grazie a una serie di risparmi e senza ricorrere a tagli. La sfida non è finita. A questo punto- sottolinea- dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire su questa strada virtuosa che ci consenta di aumentare il nostro potenziale di crescita grazie a una spinta a investimenti, produttività e competitività del nostro sistema-paese”.

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3 Luglio 2019
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