Australia, coprì abusi su minore: 12 mesi di carcere all’Arcivescovo di Adelaide

L’arcivescovo, vice presidente della Conferenza episcopale australiana, è il più alto prelato cristiano al mondo ad essere condannato per questo reato.
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ROMA – I vescovi cattolici australiani riconoscono che “gli effetti di un abuso sessuale possono durare per tutta una vita”, ma sperano che “la pena detentiva di oggi porti un senso di pace e di guarigione a coloro che sono stati abusati dal defunto sacerdote James Fletcher”. Lo afferma in un comunicato diffuso oggi la Conferenza episcopale australiana in merito alla condanna a 12 mesi di reclusione dell’arcivescovo cattolico di Adelaide, Philip Wilson, per aver coperto un prete pedofilo.

Wilson, 64 anni, era stato dichiarato colpevole in maggio da un tribunale di Newcastle, a nord di Sydney. L’arcivescovo, vice presidente della Conferenza episcopale australiana, è il più alto prelato cristiano al mondo ad essere condannato per questo reato. Era imputato di aver tenuto segreti gli abusi sessuali su 4 minori compiuti dal sacerdote James Fletcher negli anni ’70.

“Ci vuole molto coraggio – scrivono i vescovi – perché i sopravvissuti si facciano avanti per raccontare le loro storie. I sopravvissuti sono stati di vitale importanza nell’aiutarci a imparare la lezione della nostra vergognosa storia di abusi e occultamenti, che è stata messa in luce dalla Commissione reale d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali su minori e dalle indagini statali, inclusa l’indagine di Cunneen”.

In seguito a quei rapporti, la Chiesa australiana – fa sapere la Conferenza episcopale – “ha apportato sostanziali modifiche per garantire che l’abuso e l’insabbiamento non facciano più parte della vita cattolica e che i bambini siano al sicuro nelle nostre comunità. Continueremo a lavorare con tutti coloro che nella Chiesa e non solo stanno cercando di mettere in atto standard di salvaguardia forti e coerenti in tutta l’Australia, compreso il modo in cui rispondiamo alle accuse di abuso sessuale”.

In collaborazione con www.agensir.it

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