ROMA – È morta a 51 anni la giornalista Carola Frediani, divulgatrice e grande esperta di tecnologia e web. La giornalista, che è morta dopo una lunga malattia, lascia il marito Luca, che aveva sposato da poco, e un figlio, Leone, di 17 anni. Si è occupata di cybersicurezza, sorveglianza, cybercrime, privacy, diritti digitali e geopolitica della Rete. Il suo libro più famoso è “Dentro Anonymous, Deep Web, Guerre di Rete, #Cybercrime e L’inganno dell’automa” (2025), ma anche “L’inganno dell’automa” (sempre nel 2025). Nel 2018 aveva creato la newsletter Guerre di Rete, uno spazio digitale con oltre 13mila iscritti. Nel 2021 Frediani ha vinto il Premio giornalistico Arrigo Benedetti e nel 2019 il Premio Galilei per la divulgazione scientifica.
LA CARRIERA
Laureata in Letteratura all’Università di Genova e con un Master in Italian Literature all’University of Pittsburgh, Carola Frediani ha cominciato la sua carriera all’agenzia giornalistica e multimediale Totem, guidata da Franco Carlini, che tra i primi in Italia ha scritto dell’impatto della Rete sulla società. Con altri colleghi ha fondato l’agenzia giornalistica Effecinque e successivamente ha lavorato a La Stampa: ha scritto tanti articoli, ricchi e precisi, per La Stampa Tech, il canale tecnologia del sito. Ha collaborato anche con varie testate nazionali e internazionali, tra cui Wired, L’Espresso, Agi, Vice.
IL RICORDO DE LA STAMPA
I colleghi della Stampa, nell’articolo in cui la ricordano, la descrivono come una collega “attenta e puntuale, sempre pronta a smontare con una battuta le sue discussioni quando diventavano troppo complesse, senza però mai fare un passo indietro sul rigore della ricerca e della denuncia”.





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