mercoledì 10 Giugno 2026

L’Ordine degli avvocati di Firenze riprende la collaborazione con i legali palestinesi: “Una battaglia per i diritti umani”

In Palestina la situazione è molto difficile anche per gli avvocati: "A Gaza più di 200 legali hanno perso la vita e gli uffici principali sono stati distrutti dai bombardamenti israeliani"

FIRENZE – L’ordine degli avvocati di Firenze riallaccia il rapporto di collaborazione con la Pba, l’ordine degli avvocati palestinesi. Dopo i fatti del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza è la prima volta che una rappresentanza professionale palestinese incontra gli avvocati fiorentini. Inizia oggi la tre giorni di incontri e appuntamenti fra i due ordini.
La prima tappa è a palazzo di Giustizia a Firenze. “Abbiamo iniziato la cooperazione con il Pba già dal 2013 nel contesto di una missione finanziata dall’Unione europea- ricorda il presidente dell’ordine degli avvocati fiorentini, Sergio Paparo, nel corso di un punto stampa- ci siamo già incontrati più volte. Loro sono venuti qui da noi e noi siamo stati in Palestina. Abbiamo ripreso la collaborazione dopo il blocco determinato da quello che è successo dal 7 ottobre in poi per consentire ai colleghi di rappresentare all’opinione pubblica e alla nostra comunità quanto sta succedendo in Palestina”. Non solo “a Gaza che tutto il mondo conosce ma soprattutto in Cisgiordania dove si sta consumando una violazione costante dei diritti, l’azzeramento di tutte le garanzie giurisdizionali con la giurisdizione ferma perché l’occupazione da parte di Israele sta rendendo impossibile anche l’esercizio quotidiano dei processi e delle attività professionali”.

Paparo pone l’accento, nello specifico, sulla recente legge che ha introdotto la pena di morte per i detenuti palestinesi condannati per atti di terrorismo: “Merita di essere segnalata- avverte- siamo avvocati e anche la denuncia pubblica della condizione in cui versano cittadini e legali palestinesi deve essere fatta e conosciuta“.
In questa ottica, conferma il presidente Paparo, “domani terremo un appuntamento pubblico anche con l’università e poi avremo degli incontri di collaborazione per consentire ai colleghi palestinesi di risolvere alcuni problemi di organizzazione della professione in Palestina”.
Lo scopo di questi tre giorni, si associa il numero uno di Pba, Fadi Abbas, “è discutere di una serie di tematiche che toccano la formazione forense, l’etica della professione, la protezione dei diritti umani e tutta una serie di argomenti che sono di particolare importanza per l’ordine degli avvocati palestinesi”. Degna di approfondimento è la situazione tanto nella Striscia che nella West Bank. “A Gaza più di 200 avvocati hanno perso la vita, gli uffici principali sono stati distrutti dai bombardamenti israeliani– è quanto racconta Abbas- coloro che sono rimasti e sono costretti a rimanere, avvocati e cittadini, vivono in condizioni piuttosto difficili”. In questo momento, del resto, “tutti gli avvocati palestinesi sono concentrati nella protezione dei diritti umani, nel supportare la popolazione civile rispetto alla situazione contingente che è molto difficile. L’altro aspetto di rilievo- prosegue Abbas- riguarda gli avvocati in quanto cittadini: i palestinesi vivono sotto uno stato di occupazione da lunghissimi anni e che si è fatto progressivamente più rigido e duro“.
Il presidente di Pba richiama, da questo punto di vista, “fenomeni e politiche come la chiusura dei varchi e l’impedimento della libertà di circolazione che rendono sia la professione forense che la vita dei cittadini particolarmente complicate. Quindi è importante questa visita anche per portare la testimonianza degli avvocati palestinesi rispetto a quanto vivono e subiscono”.

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