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Gli ambulatori privati approvano stop del Governo al Ddl Zangrillo: “Hanno prevalso buon senso e tutela della salute”

"Non si sarebbe trattato di semplificazione – chiarisce la Presidente Giorlandino – ma di un vero e proprio stravolgimento delle regole"

Pubblicato:03-06-2024 17:40
Ultimo aggiornamento:03-06-2024 17:44
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ROMA – Mariastella Giorlandino, Presidente dell’U.A.P., l’unione degli ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, esprime gratitudine “per la scelta del Governo di bloccare l’entrata in vigore del D.L. c.d. “Taglia Liste di Attesa”, che immotivatamente recepisce quanto inserito nel D.D.L. Zangrillo. Si trattava, infatti, di una forzatura legislativa che sotto le mentite spoglie di abbattere le liste d’attesa e di garantire ai cittadini un più rapido accesso alle cure e alla prevenzione, rappresentava soltanto un favore ad alcune lobbies”.

“SAREBBE STATO UNO STRAVOLGIMENTO DELLE REGOLE”

“In sostanza – sostiene Giorlandino – , si autorizzavano le farmacie all’esecuzione di prestazioni “mediche” quali elettrocardiogrammi ed esami cardiologici, prelievi del sangue e, in generale tutte le prestazioni diagnostiche di laboratorio (oltre ad alcuni interventi di telemedicina) senza il rispetto di tutti i requisiti strutturali, professionali, logistici già richiesti alle strutture sanitarie private convenzionate, private autorizzate e agli ospedali privati convenzionati, ai sensi del D.Lgs 502/92, che contano 95.000 strutture a livello nazionale e occupano oltre 350.000 lavoratori. Non si sarebbe trattato di una “semplificazione” – chiarisce la Presidente Giorlandino – ma, all’opposto, di un vero e proprio stravolgimento delle regole esistenti per l’esercizio delle prestazioni sanitarie e diagnostiche comportante un serio pericolo per la salute degli italiani. Ciò in quanto il farmacista non possiede gli strumenti conoscitivi e tecnico-strumentali per trasformare il semplice referto in un referto corredato da unità di misura, intervalli di riferimento e limiti decisionali, elementi, quest’ultimi, che spettano, insieme alla garanzia e al controllo della validità analitica, in via esclusiva ai professionisti della medicina di laboratorio e, quindi, ai soli laboratori pubblici e privati. Ci si chiede: a chi sarebbe spettata la responsabilità civile e penale nel caso di errore diagnostico? A fronte di un referto rilasciato dalla farmacia non firmato da un biologo o non interpretato da un medico specialista”.

L’APPELLO A MATTARELLA E ZANGRILLO

Per tali ragioni, l’U.A.P. “si è appellata al Presidente Mattarella, in qualità di garante del rispetto costituzionale, nonché al Ministro Schillaci, peraltro medico, per chiedere un controllo su quanto stesse accadendo, al fine di garantire un’uniforme applicazione delle norme già esistenti a tutti gli attori del mercato (ambulatori, poliambulatori, ma anche farmacie), al fine di garantire la tutela della salute dei cittadini e una giusta e adeguata informazione alla popolazione”.


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