Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Comunali, Provenzano: “Dobbiamo impedire che Napoli sia preda delle mire di Salvini”

matteo salvini
"Nessuno dimentica quello che Salvini diceva di Napoli e dei napoletani. Penso che questa città non lo dimentichi, il nemico da battere per noi è la destra"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

NAPOLI – “Dobbiamo impedire che Napoli sia preda delle mire di Salvini”, dice il vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano a margine della presentazione del libro ‘Che fine hanno fatto i bambini?’ alla fondazione Foqus di Napoli.

“Nessuno – aggiunge – dimentica quello che Salvini diceva di Napoli e dei napoletani. Penso che questa città non lo dimentichi, il nemico da battere per noi è la destra”. “Napoli ha spento un po’ le sue ambizioni. Questa – sottolinea l’ex ministro per il Sud – è la grande capitale del Mezzogiorno e deve avere un profilo internazionale ed europeo che va rilanciato. La nuova stagione di investimenti pubblici che si apre con il Recovery, se non metterà Napoli e lo sviluppo del Mezzogiorno al centro, mancherà la sfida della ripresa nazionale. Per questo anche la vicenda del bilancio non è sanare i debiti del passato ma mettere Napoli nelle condizioni di partecipare a questa nuova stagione di investimenti”.

LEGGI ANCHE: Calabria, Provenzano: “De Magistris? Se non partecipa alle primarie fa un regalo alla destra”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»