Salvini e Meloni in piazza ad urlare? Aiutano Conte, ma è il Pd ora che lo incalza

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Da una parte il presidente Mattarella che invita le forze politiche a fare squadra nell’interesse del Paese, dall’altra la piazza urlante chiamata dai leader del centrodestra, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, che maledicono il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e tutto il suo governo. Di fatto danno una mano all’esecutivo, perché risulta evidente che al momento non sono maggioranza e che è del tutto fuori luogo, in questa situazione, invocare le elezioni. Oggi il Paese riparte in tutti i sensi: con i cittadini che si spostano in lungo e in largo, e le forze politiche che tornano ad attaccarsi.

Salvini non ha perso tempo, ha già fissato una serie di appuntamenti nelle piazze del Sud per riprendere il contatto diretto con i cittadini e riconquistarsi i consensi perduti in questi tre mesi. La partita del centrodestra è chiara: mettersi alla testa del malcontento, chiamare i cittadini in piazza a protestare contro il Governo che promette aiuti per tutti e poi non accontenta nessuno.

Anche nel Pd, perno fondamentale della maggioranza, si registrano segnali che attendono una pronta risposta da parte di Conte. E stasera il presidente del Consiglio si giocherà le sue carte, in diretta da Palazzo Chigi. Sono due anni che governa, prima col centrodestra ora col centrosinistra, e superata la fase più brutta dell’emergenza sanitaria, ora è il momento di indicare la strada che bisognerà prendere per assicurare un futuro al nostro Paese, agli italiani messi giù dal tracollo economico che già c’è e che è destinato ad aggravarsi. Lo ha chiesto in modo netto Goffredo Bettini, della direzione Dem, molto ascoltato ai piani alti: «Conte ha svolto un ruolo positivo ma oggi non basta più. Abbiamo tamponato, abbiamo fatto quello che si doveva fare per non lasciare solo nessuno perché la gente quando si sente sola e abbandonata dallo Stato nei momenti di difficoltà, si creano premesse negative. Ora ci vuole una strategia di ripresa, abbiamo avuto un sostegno dall’Europa grazie a questo governo e alla linea del Pd. La sfida è molto più ambiziosa di quella praticata finora». Non sarà una partita facile, tutt’altro.

Vero che l’Europa ora tende la mano, ma le risorse promesse quando arriveranno? La crisi incalza e rischia di ‘uccidere’ molto presto migliaia e migliaia di imprese, gettando nella disperazione milioni di persone a quel punto disoccupate, quindi i soldi dovranno arrivare presto e non a funerale avvenuto. Ma non basterà, perché il nuovo capo di Confindustria ha già detto che lo Stato dovrà scucire la grana agli imprenditori e lasciar fare a loro. Ma già Pd e M5S hanno fatto capire che si seguirà una strada diversa, che se lo Stato dà, qualche garanzia bisognerà pur darla. La parola al presidente del Consiglio.

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