Fase 2, Fortuna (Unicusano): “Primi interventi del Governo, ma non basta”

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Fabio Fortuna, Magnifico Rettore dell'Universita' Niccolo' Cusano di Roma, commenta gli effetti del Covid 19 sull'economia italiana
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ROMA – “Siamo nella cosiddetta fase 2, il nostro Paese sta vivendo una situazione di profonda crisi economica originata dall’emergenza sanitaria senza precedenti che, fortunatamente, si e’ un po’ attenuata consentendo il lento riavvio delle attivita’ produttive“. Lo ha dichiarato Fabio Fortuna, Magnifico Rettore dell’Universita’ Niccolo’ Cusano di Roma, commentando gli effetti del Covid 19 sull’economia italiana. “Le stime che vengono elaborate dalle piu’ autorevoli fonti internazionali e nazionali forniscono dati che in questo momento sono drammatici- ha continuato- ad esempio, il Pil viene visto in discesa, a fine 2020 intorno al meno 9-9,5%, un dato medio che sintetizza la valutazione delle istituzioni piu’ prestigiose, ma addirittura il Governatore della Banca d’Italia, venerdi’ 29 maggio nelle sue Considerazioni finali, ha ipotizzato che, in uno scenario particolarmente avverso, la caduta del Pil potrebbe raggiungere il 13%“. In questo periodo, non bisogna dare importanza assoluta ai numeri che dipendono dalla prolungata fase di chiusura totale. E’ necessario guardare avanti ed e’ fondamentale che famiglie e imprese possano avere la capacita’ di sopravvivere e riprendersi”.

“Il Governo- ha evidenziato- e’ intervenuto con dei decreti in cui e’ emersa la buona volonta’, ma l’emergenza, la fretta e la poco rimossa burocrazia speriamo che dipenda da questi fattori ne hanno condizionato chiarezza, contenuti ed efficacia. Norme farraginose, stanziamenti ingenti ma molto frazionati, 25 miliardi il Cura Italia, 400 miliardi di garanzie il Decreto liquidita’ e 55 miliardi il Decreto rilancio, tendenti a tamponare ma poco a investire per il futuro. Nel settore del credito “ci sono grandissime difficolta’- ha continuato Fortuna- perche’ le imprese ne chiedono poco, non avendo la certezza dei tempi occorrenti per averlo, di poter sviluppare in modo adeguato la propria attivita’ e di poter quindi estinguere i debiti contratti. Abbiamo anche problemi per la cassa integrazione, gia’ dalla prima fase ma anche adesso con il Decreto rilancio tanti annunci, ma la cassa integrazione stenta ad affluire nelle tasche dei destinatari. In sostanza, mancano una visione d’ insieme e un piano organico di rilancio del Paese e spero che in questo periodo il Governo se ne renda conto e ponga rimedio. Nel frattempo, le PMI continuano ad annaspare, soprattutto in alcuni settori piu’ colpiti e per alcuni di essi bisognera’ pensare a un maggiore apporto di mezzi attraverso significativi contributi a fondo perduto perche’ solo cosi’ settori come, ad esempio, la ristorazione, tutto il settore dei viaggi e la filiera del turismo, che rappresenta il 13-14% del nostro Pil, potranno riprendersi”.

La stagione turistica “partira’ in ritardo, compromessa da mille condizioni da rispettare per la sicurezza dei cittadini e dei turisti. Speriamo che il virus dopo essersi attenuato consenta anche un proficuo recupero originato dagli spostamenti possibili da oggi”. Sono iniziate le tensioni fra gli Stati, soprattutto da parte di quelle nazioni meno colpite che vorrebbero difendere i propri confini dall’arrivo di turisti provenienti da Paesi piu’ colpiti dal virus come l’Italia. Ecco perche’ “il ruolo dell’Europa assume connotati sempre piu’ decisivi e dobbiamo sperare che le risorse provenienti dal recovery fund possano affluire negli Stati che ne hanno maggior bisogno in tempi piu’ rapidi rispetto a quelli prospettati dalla Merkel, ipotizzati al gennaio 2021. Cio’ consentirebbe, soprattutto per quanto riguarda la componente a fondo perduto, un afflusso di risorse finanziarie che dall’Europa potrebbe confluire agli Stati interessati e subito nelle tasche di coloro che ne hanno bisogno. L’immediatezza e la tempestivita’ sono imperativi d’obbligo sia al nostro interno che a livello europeo; fino ad ora sono mancate, ma speriamo che si migliori e si corra perche’ alcune PMI a stento stanno sopravvivendo e altre nemmeno hanno riaperto. Per questo- ha concluso- bisogna intervenire subito senza aspettare mesi”.

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