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Giornale radio sociale, edizione del 3 giugno 2020

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SPORT – In ginocchio. Il caso George Floyd, l’afroamericano ucciso da un poliziotto a Minneapolis, scuote gli Stati Uniti d’America e raggiunge l’Europa. Battaglie per le strade ma anche gesti simbolici. Dopo lo sport americano, basket e tennis in particolare, si fa sentire anche l’Europa: Marcus Thuram, 22enne del Borussia Moenchengladbach e figlio di Lilian, si è inginocchiato a terra dopo il secondo gol segnato all’Union Berlin.

INTERNAZIONALE – Un Paese a rischio. Si moltiplicano gli allarmi sul Venezuela che sembra non avere strumenti per affrontare la pandemia. Il servizio di Fabio Piccolino.

Secondo un Rapporto pubblicato da Human Rights Watch, il sistema sanitario venezuelano è impreparato ad affrontare l’epidemia di Coronavirus. In molti ospedali del paese infatti manca acqua corrente, sapone, misure protettive e personale sanitario; inoltre i dati relativi al contagio non sono affidabili sia perché non ci sono abbastanza test, sia perché il governo sta ostacolando la diffusione delle notizie relative al virus e alle carenze del sistema medico. Nel 2019, secondo il Global Health Security Index, il Venezuela era al 180esimo posto su 195 per la capacità di contenere il diffondersi di un’epidemia.

SOCIETA’ – Problema sottovalutato. Si è celebrata ieri la Giornata Mondiale dei disturbi alimentari. Le persone che ne sono colpite nel mondo sono 70 milioni, con un tasso di mortalità che è il più alto tra tutte le malattie mentali. Un problema che per il Coordinamento nazionale è ancora troppo sottovalutato, sia sotto il profilo sanitario che da parte delle istituzioni.

DIRITTI –  Vietato discriminare. Superare logiche e prassi delle strutture residenziali chiuse, per persone con problemi di salute mentale, anziani e persone con disabilità, sostituendo “i luoghi dell’esclusione con i luoghi della vita”. È uno dei temi emersi dalla Conferenza Nazionale per la Salute Mentale che si è tenuta sabato scorso. Evidenziare le carenze sistemiche, culturali e delle pratiche che l’emergenza ha messo in luce, così come la tenuta dei buoni servizi e le pratiche emancipative da rafforzare dovranno essere le nuove linee guida per abbattere le discriminazioni.

ECONOMIA – Una lunga crisi. Questo vedono 3 cooperative su 4. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Preoccupate per la gravità e durata della crisi economica in atto, e insoddisfatte dei provvedimenti economici adottati dal Governo. Sono questi gli elementi più significativi della percezione delle cooperative aderenti a Legacoop sulle conseguenze dell’epidemia da Covid-19, come risultano da un sondaggio condotto su un campione ampio e rappresentativo nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso. Le valutazioni espresse dalle cooperative confermano, e accentuano, quelle manifestate dalla popolazione italiana nel suo complesso. Quasi 3 cooperative su 4 (il 74%, contro una media del 62% della popolazione italiana) ritiene che la crisi economica in atto sarà grave e destinata a durare a lungo, mentre solo il 21% (contro il 31% della media italiana) pur ritenendola grave, pensa che l’Italia si riprenderà presto. Un atteggiamento di maggiore pessimismo confermato anche dal fatto che la recessione è ora nettamente più preoccupante dell’aspetto “sanitario” per il 75% delle cooperative

CULTURA – Buone notizie in podcast. Disponibile da ieri su spotify e app store “Upside News”, un nuovo format di podcast dedicato solo a buone notizie. Ad idearlo tre giovani napoletani, Alberta Testa, Fulvio Scognamiglio e Alfonso Cristofano. I temi spaziano dai diritti come lo stop alle mutilazioni femminili in Sudan alla cultura. È possibile seguirli anche sui social.

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