Siria, l’appello di 60 medici con 2 Nobel: “Assad, basta bombe”

Sessanta medici condannano i governi di Siria e Russia per gli attacchi condotti contro le strutture mediche nel nord ovest della Siria
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ROMA – Sessanta medici da tutto il mondo hanno siglato un appello per chiedere agli eserciti di Siria e Russia di porre fine agli attacchi contro ospedali e strutture medico-sanitarie di Idlib, nel nord-ovest della Siria. A darne notizia, The Syria Campaign (Tsc), organizzazione che diffonde informazioni sul conflitto siriano.

“Come dottori, operatori sanitari e professionisti della sanità pubblica di tutto il mondo – si legge nell’appello dei firmatari – condanniamo i governi di Siria e Russia nel modo più categorico possibile, per gli attacchi condotti contro le strutture mediche. Esprimiamo solidarietà ai nostri colleghi siriani sul campo che rischiano la vita per aiutare chi è nel bisogno. Chiediamo misure immediate per proteggere le loro vite e il loro lavoro“.

Tra gli aderenti all’iniziativa figurano nomi illustri del panorama scientifico mondiale tra cui il Premio Nobel per la Pace Denis Mukwege, il ginecologo divenuto celebre per gli interventi a beneficio di centinaia di ragazze vittime di violenze sessuali, e che si batte per denunciare lo stupro “come arma di guerra” in Repubblica democratica del Congo.

Altro Premio Nobel, ma per la Chimica, è Peter Agre, i cui studi hanno migliorato la conoscenza della cellula. Tra coloro che hanno sottoscritto l’appello anche la presidente dell’associazione Fisici per i diritti umani, Deborah D. Ascheim, e Sir Terence English, il chirurgo che nel 1979 realizzò il primo trapianto di cuore della storia.

Come denunciano i difensori per i diritti umani, l’offensiva sferrata dal presidente Bashar Al-Assad contro Idlib, ritenuta l’ultima roccaforte della ribellione, avrebbe causato oltre 300mila sfollati e 270 morti. Inoltre, tre milioni e mezzo di civili ancora risiedono nella città posta sotto assedio.

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3 Giugno 2019
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