ROMA – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky al Washington Post ha criticato la Casa Bianca, accusando gli alleati americani di non averlo informato “in anticipo” dei cosiddetti “Pentagon Leaks“, ossia la fuga di informazioni dal Pentagono, e di esserne venuto a conoscenza tramite i giornali. Un fatto che secondo Zelensky “non è vantaggioso per noi né per gli Stati Uniti“. Washington in particolare avrebbe messo così a rischio “la sua reputazione”.
FIDUCIA COMPROMESSA TRA I DUE ALLEATI?
La questione secondo gli analisti potrebbe aver compromesso la fiducia tra i due alleati, dal momento che, stando ai documenti di intelligence trafugati e diffusi tramite una piattaforma di messaggistica istantanea, è emerso anche che gli americani avrebbero “spiato” vari funzionari ucraini. Sollecitato sul tema, Zelensky ha replicato: “Non metterò a rischio il mio Paese. Se posso, parlo con franchezza. Ma in questo caso ci sono rischi elevati”, facendo intendere che non varrebbe la pena criticare gli Stati Uniti. Nei documenti sarebbero riportate anche valutazioni sulla capacità militare dell’esercito ucraino e altri dettagli della sua strategia. Le autorità di Kiev li hanno subito bollati come “falsi”, accusando azioni da parte della “propaganda russa”.




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