hamburger menu

Ucraina, un banco di scuola per 790 ragazzi fuggiti dalla guerra

L'Ufficio scolastico regionale: "Siamo pronti per un inserimento stabile, ma loro vogliono tornare in patria"

prove invalsi

TRIESTE – Stanno trovando tutti un banco di scuola, in Friuli Venezia Giulia, i ragazzi ucraini scappati dalla guerra e che hanno bisogno di continuare almeno una parvenza di vita normale, per una ripresa che passa anche dal frequentare le lezioni, coetanei, insegnanti, ma anche imparare l’italiano, nuovi giochi e nuove esperienze finalizzati alla loro inclusione.

LEGGI ANCHE: Ucraina, il sindaco di Mariupol: “Nell’acciaieria ancora civili”. Colloquio Putin-Macron

RITORNO SUI BANCHI PER 790 RAGAZZI

La direzione dell’Ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia ha portato oggi, in commissione in Regione, i dati che dicono che dei 790 minori ucraini 727 sono stati inseriti nelle scuole statali e 63 nelle paritarie, e dunque “stanno regolarmente frequentando una classe nella regione”. Ma non ci sono problemi neppure per quelli che devono ancora terminare l’iter di iscrizione (46 inseriti nelle statali e 14 nelle paritarie).

In dettaglio, i numeri parlano di 25 scuole statali goriziane con 93 alunni inseriti e convalidati, 10 scuole paritarie con nove inseriti e convalidati; 40 scuole statali pordenonesi con 165 inseriti e 154 convalidati, 61 scuole paritarie con 13 inseriti e tre convalidati; 35 scuole statali triestine con 134 inseriti e 124 convalidati, 49 scuole paritarie con 7 inseriti e convalidati; 67 scuole udinesi statali con 381 inseriti e 356 convalidati, 98 paritarie con 48 inseriti e 44 convalidati.

ACCOGLIENZA IN FAMIGLIA

Si tratta di profughi che anche in Friuli Venezia Giulia hanno trovato accoglienza soprattutto in famiglie italiane o di connazionali residenti in Italia, più che in strutture pubbliche. Infatti, dei circa 5.000 ucraini che attualmente si trovano nel territorio, circa 4.000 sono ospitati nelle famiglie e 1.000 nelle strutture. E l’Usr Fvg ha ritenuto di dover favorire l’iscrizione in corso d’anno nelle scuole più vicine al luogo dell’ospitalità.

Tra l’altro nel giro di un paio d’anni sono circa 5.000 in meno gli allievi nelle scuole del Friuli Venezia Giulia, a fronte della decisione ministeriale di mantenere invariato il numero del personale docente. E così, con la distribuzione decisa dall’Usr, si è avuta una dislocazione più equa nelle classi dove, a parte tre casi in tutto, non si registra un numero di iscritti tale da non poter accogliere anche gli studenti ucraini.

I FONDI PER L’ISTRUZIONE

Il finanziamento del ministero dell’Istruzione per gli studenti profughi al 24 marzo è stato di un milione di euro, 200 euro ad alunno, che per il Friuli Venezia Giulia si è tradotto in 48.600 euro, ma dall’Ufficio scolastico regionale hanno garantito che all’occorrenza l’ammontare sarà aumentato.

Fondi che già si integrano con le risorse che annualmente – da circa 20 anni, è stato spiegato – il ministero assegna direttamente alle scuole per percorsi di prima alfabetizzazione in lingua italiana attraverso i fondi per le “Aree a rischio e a forte processo immigratorio”. Sono risorse per il supporto alla mediazione linguistica e culturale, per l’alfabetizzazione linguistica, per acquisto di materiali didattici -anche digitali- bilingue o in lingua madre e per ulteriori progetti di inclusione.

Il ministero, inoltre, ai primi di marzo ha assegnato direttamente alle scuole le risorse per il supporto psicologico agli alunni ucraini. E la Regione concede annualmente contributi economici alle istituzioni scolastiche che ne facciano richiesta per interventi educativi di insegnamento dell’italiano. È stato, infatti, rifinanziato il “Bando integrazione scolastica” del Programma immigrazione 2021 riaprendo i termini per presentare le domande per allievi ucraini da parte delle istituzioni scolastiche per l’anno 2021-2022. Lo stanziamento complessivo è di 300.000 euro.

PROGETTI DI INCLUSIONE E SOCIALIZZAZIONE

Rispondendo alle sollecitazioni di alcuni consiglieri regionali, la direzione dell’Ufficio scolastico si è detta, come riporta una nota, “molto colpita dal grande interesse e dalla sensibilità espressi dalle scuole e dai ragazzi friulano-giuliani alle vicende drammatiche che i profughi ucraini hanno subìto. Ciò che si sta facendo non è solo una attività di didattica a distanza, via web, con la scuola d’origine affinché lo studente non perda il proprio percorso formativo, ma di progetti di socializzazione e inclusione nella sua nuova realtà, con la speranza che possa trovare anche quegli aspetti di umanità che purtroppo la guerra gli ha interrotto”.

E questi progetti includono anche i loro genitori -solitamente si tratta delle mamme- di questi ragazzi, affinché anche loro possano imparare la lingua italiana e iniziare una integrazione piena. Se la permanenza diventasse duratura, se non addirittura stabile, per l’Usr non ci sarebbero problemi a un inserimento a più lungo termine, sino alla formazione lavorativa, pur considerando che l’aspirazione di queste persone è di rientrare in Patria non appena ci saranno le condizioni per farlo.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-05-03T18:22:00+02:00