Tratta, missionaria: l’Italia alimenta la domanda a ‘fini sessuali’

Suor Binetti ('Slaves no more'): "Tra i migranti soprattutto donne"
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ROMA –  La tratta di esseri umani “è una delle attività illegali più lucrative al mondo: rende diversi miliardi di dollari l’anno ed è il terzo ‘business’ più redditizio dopo il traffico di armi e di droga”. A dichiararlo Suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente di ‘Slaves no more’, che aggiunge: “la storia, che dovrebbe essere maestra di vita, sembra averci insegnato ben poco se oggi parliamo ancora di questa schiavitù, le cui vittime sono milioni di donne e minori”. La maggior parte delle persone che sbarcano in Italia sono “donne, minorenni, analfabete e incinte“. E dietro questo “traffico di africane, soprattutto nigeriane”, aggiunge la religiosa, si nasconde “l’incessante domanda di giovani vendute ed acquistate a fini sessuali“.

“Negli ultimi cinque anni gli sbarchi sulle nostre coste, soprattutto di giovani donne africane, è aumentato a dismisura, con una punta di 15.600 nigeriane tra il 2016 e il 2017“, aggiunge la missionaria. In Italia, evidenzia suor Bonetti in una riflessione pubblicata sul sito della Campagna Cei ‘Liberi di partire, liberi di restare’, la maggioranza delle donne, “ridotte in schiavitù per essere usate e comprate da milioni di clienti italiani, il 90% dei quali battezzati, provengono da paesi precedentemente evangelizzati dai missionari, che con queste popolazioni hanno condiviso fatiche e sofferenze per comunicare la fede cristiana”.

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