A Scampia nasce la ‘Casa’ dedicata a Ciro Esposito FOTO e VIDEO

Sarà "un punto di aggregazione, un luogo aperto a tutte le iniziative, anche quelle che non riguardano lo sport ma che nascano a fin di bene e di sostegno"
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NAPOLI – Tre anni fa un colpo di pistola esploso da un tifoso romanista lo uccise, proprio mentre era a Roma per assistere alla finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Oggi, nella sua Scampia, l’amore di Ciro Esposito per la maglia azzurra è suggellato tra le mura dell’associazione ‘Ciro Vive’, inaugurata nel parco pubblico del quartiere, in viale della Resistenza.

A tagliare il nastro della nuova sede della Onlus è Antonella Leardi, la madre di Ciro, che ha avuto la forza di perdonare Gastone, il killer di suo figlio.

“E’ un’emozione grande”, dice con un sorriso più volte interrotto dalle lacrime.

“Io e mio marito Antonio – racconta – abbiamo pensato alla sede di quest’associazione come alla casa che avremmo comprato per lui nel giorno del suo matrimonio“.

Ad accompagnare Antonella, insieme a tante associazioni del territorio e alla famiglia di Ciro Esposito, Edoardo De Laurentiis, vicepresidente della società, Ciro Borriello, assessore allo Sport e Raffaele Del Giudice, vicesindaco di Napoli.

“Questa sede rappresenta un punto di inizio e di partenza – spiega Del Giudice – per tante attività che faremo con Antonella e con l’associazione”.

Una giornata, quella in ricordo di Ciro, iniziata già dal mattino a Scampia, dove in via Zuccarini è stato piantato un albero “per non dimenticare” il giovane tifoso. E in suo nome è stato inaugurato il centro polisportivo all’istituto “Ilaria Alpi – Carlo Levi” del quartiere, ristrutturato grazie al progetto Fratellanza Italiana finanziato dalla SSC Napoli con una parte dell’incasso della partita Napoli-Paok del 6 agosto 2014.

“Le tante persone che si trovano qui stasera dopo 3 anni dalla morte di mio figlio sono spinte solo dall’amore. Questa sede – racconta Antonella Leardi – significa tanto per Scampia, per Napoli e per l’Italia intera: rappresenterà un punto di aggregazione, un luogo aperto a tutte le iniziative, anche quelle che non riguardano lo sport ma che nascano a fin di bene e di sostegno”.

L’associazione, in collaborazione con l’amministrazione comunale, ha già in programma un’iniziativa per il 25 giugno “e coinvolgeremo tutto il quartiere – dice la donna -, ci sono bambini e bambine che piangono ancora la scomparsa di mio figlio”.

Antonella ha perdonato il killer di Ciro “la forza l’ho trovata in Dio, nell’amore per quel figlio che mi è stato strappato senza un vero motivo. Voglio portare avanti la sua memoria nella positività e non nella negatività perché se l’odio ha ucciso mio figlio, l’amore deve salvare tanti altri giovani”.

di Nadia Cozzolino, giornalista

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