Veneto, referendum popolare sul futuro della caserma Miraglia

VENEZIA - La caserma Miraglia, sull'isola di Sant'Andrea a Venezia,
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VENEZIA – La caserma Miraglia, sull’isola di Sant’Andrea a Venezia, sarà affidata tramite gara pubblica a un soggetto privato per i prossimi 50 anni. Cosa ci farà il privato, e quindi cosa prevederà il bando di gara, sarà deciso nei prossimi mesi grazie anche ai contributi forniti dai cittadini che vorranno partecipare alla consultazione popolare aperta oggi. Lo annunciano la vicesindaco di Venezia, Luciana Colle, il direttore generale dell’agenzia del Demanio, Roberto Reggi, l’amministratore delegato di Difesa servizi Spa, Fausto Recchia, e i sottosegretari del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero della Difesa, Pier Paolo Baretta e Gioacchino Alfano, oggi in conferenza stampa nel circolo unificato dell’Esercito di Venezia, nella caserma Cornoldi di Riva degli Schiavoni, Venezia. “Il Comune spera che questa sia la prima di uno dei tanti interventi pubblico-privato che si possono fare sul territorio”, afferma il vicesindaco Colle, annunciando l’apertura della consultazione popolare che permetterà ai cittadini di dire la loro e contribuire a “valorizzare la struttura”. Struttura che, grazie a questa operazione, “sarà restituita ai cittadini“, in quanto finora, essendo presidio militare, non era accessibile al pubblico. Si tratta di 197 mila metri quadri, con 30 costruzioni per un totale di circa 100 mila metri cubi, e un canale navigabile lungo 800 metri e largo 70 metri.

“È un pezzo importante del demanio militare, al centro della laguna, a 10 minuti dalla Giudecca e a 15 minuti da Murano“, interviene Recchia, secondo cui la soluzione individuata, ovvero “l’uso duale del bene”, che prevede che una parte marginale rimanga alla caserma per lo svolgimento di compiti istituzionali, mentre la maggior parte della struttura sia affidata ai privati, permetterà di sottrarla “al degrado, perché sappiamo che le risorse pubbliche sono quelle che sono”. Al di là della consultazione popolare, il bando conterrà dei vincoli, su tutti “il divieto di costruire nuovi volumi e il mantenimento dell’area verde, che sarà preservata (anche grazie ad una partership con il Wwf) e, si spera, aperta al pubblico. La gara per l’affidamento della caserma Miraglia fa parte di un piano di riorganizzazione del corpo dei Lagunari in città, continua Recchia, “i militari saranno spostati quasi interamente nella caserma Barile di Mira“, il che permetterà la valorizzazione di altre strutture e un risparmio per il pubblico. Il piano riguarda infatti tre compendi militari, la caserma Miraglia, la Barile e la Matter, in centro a Mestre. Quest’ultima, che si trova in una posizione strategica perché “è vicino all’autostrada e in centro alla terraferma”, evidenzia Bressa, diventerà probabilmente un “federal building e ospiterà uffici della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate”. Questa parte dell’operazione, da sola, permetterà un risparmio di 2,6 milioni di euro l’anno in affitti per il pubblico.

Tornando alla Miraglia, infine, chiunque potrà contribuire fornendo fino a tre proposte su una piattaforma online resa disponibile dall’agenzia del demanio e accessibile attraverso i siti istituzionali www.difesaservizi.it, www.agenziadeldemanio.it, www.comune.venezia.it. Le proposte saranno poi valutate ed entro fine settembre aprirà il bando, che si dovrebbe chiudere entro gennaio 2018. Si tratta di una grande occasione e “mi auguro che partecipino anche imprenditori locali e italiani, non solo stranieri”, conclude Baretta che, come le altre autorità presenti, non esclude la possibilità che, alla fine, la Miraglia possa diventare un altro albergo di lusso. Cosa che la consultazione popolare, per quanto non vincolante, potrà forse aiutare ad evitare.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

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