Brexit, l’Ue avvia nuovo step: non si tocchino diritti e Irlanda

Al via l'iter che porterà al divorzio tra ue e Gran Bretagna
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ROMA – La Commissione europea dà inizio alla prossima fase della procedura dell’articolo 50, con cui si attuerà il divorzio di Londra dall’Unione. Lo spiegano da Bruxelles in un comunicato, in cui si chiarisce un aspetto importante: il Collegio dei commissari ha inviato al Consiglio una raccomandazione che comprende un progetto di direttive per il negoziato, che tocca essenzialmente quattro ambiti prioritari: il primo è la cura dello status e dei diritti dei cittadini Ue in Gran Bretagna, e dei cittadini britannici negli Stati membri, nonché “dei relativi familiari”. Come si legge ancora, la Commissione ha raccomandato “che il passaggio alla seconda fase dei negoziati sia subordinato al raggiungimento di un accordo sui principi della liquidazione finanziaria“.

Poi, attenzione all’Isola irlandese: non dovrà essere compromesso quanto stabilito dall’Accordo del Venerdì santo – o Good Friday Agreement, con cui nel 1998 si pacificò la situazione tra Irlanda del Nord e Regno Unito – e inoltre si incoraggiano “soluzioni per evitare l’innalzamento di una frontiera fisica nell’isola d’Irlanda”. Infine, la Commissione indica come “necessaria” la definizione degli “aspetti inerenti alla risoluzione delle controversie e all’amministrazione dell’accordo di recesso”.

“Con la raccomandazione odierna- ha dichiarato Michel Barnier, negoziatore dell’Unione per i negoziati con il Regno Unito– ci mettiamo sulla buona strada per assicurare un recesso ordinato del Regno Unito dall’Unione europea, nell’interesse di tutti. Non appena il Regno Unito sarà pronto inizieremo a negoziare in modo costruttivo”.

Ora il Consiglio dovrà adottare tali raccomandazioni nella sessione ‘Affari generali’ del prossimo 22 maggio, che andranno ad integrare gli orientamenti politici già adottati dal Consiglio il 29 aprile, e che rappresentano le linee guide all’interno delle quali si svolgerà il processo di Brexit.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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