ROMA – In Repubblica democratica del Congo, tra i primi Paesi d’Africa per superficie e popolazione, sarà organizzato il primo censimento democrafico dal 1984, con l’obiettivo di migliorare crescita e sviluppo. Le procedure costeranno 30 milioni di dollari, una cifra che il governo di Felix Tshisekedi ha affidato all’Unfpa, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, che si occuperà di seguire le procedure di registrazione dei cittadini congolesi.
In un’intervista ad Africanews, Diena Keita, rappresentante Unfpa in Congo, ha dichiarato: “Questo è un momento storico. Il fatto che il capo di Stato si impegni a versare 30 milioni di dollari direttamente nel fondo per il censimento, gestito dall’Unfpa, è straordinario”. Ad oggi, si stima che il Paese ospiti circa 115 milioni di persone, con una superficie pari all’Europa occidentale con tassi di crescita demografica molto alti.
GEOMAPPATURA E IA PER AGGIRARE IL PROBEMA DEL CONFLITTO NELL’EST
Il primo ostacolo che tuttavia viene in mente nel portare a termine un compito così grande, riguarda le zone di conflitto nel nord-est: nelle provincie di Nord e Sud Kivu continuano i combattimenti tra le forze regolari e i paramilitari del Mouvement 23 Mars (M23), un gruppo che riceve supporto diretto dal Ruanda e che da gennaio dell’anno scorso ha preso il controllo di varie città e aree. Ma per la rappresentante Unfpa, la soluzione è stata già trovata: “Utilizzeremo dati geospaziali e intelligenza artificiale per mappare aree altrimenti inaccessibili via strada o fiume. Il coinvolgimento della comunità, dai governatori ai leader religiosi e tradizionali, è fondamentale per raggiungere ogni angolo del Paese”.
L’IMPATTO POSITIVO SULLA CRESCITA E LO SVILUPPO UMANO
Il censimento nazionale, ha spiegato ancora Diena Keita di Unfpa, ha svariati risvolti pratici e positivi, che vanno oltre la mera burocrazia. Ottenere dati demografici accurati pone fine “alle supposizioni”, che come ha detto con forza Keita “non sono più accettabili. I Paesi africani che desiderano essere rispettati a livello internazionale devono partire da dati affidabili” poiché, ha ribadito, “conoscere la reale popolazione della Repubblica Democratica del Congo cambierà radicalmente il modo in cui le politiche vengono concepite e attuate”.
Tanti gli esempi, tra cui la possibilità di “costruire scuole, centri medici e infrastrutture” tagliati sul reale bacino d’utenza, garantendo sempre che le risorse raggiungano tutte le comunità, “anche le più remote”. Per le donne potranno essere studiati “centri per la salute materna e piani specifici” per ridurre i rischi legati a salute sessuale, a gravidanza e parto, mentre i giovani potranno ottenere politiche di formazione e impiego più strutturate ed efficienti: “Ogni risorsa, sia nazionale che internazionale, può ora essere progettata per raggiungere anche le zone più lontane”, ha concluso Diena Keita.







