ROMA – E dopo la super-nevicata di primavera, ecco l’allerta (alta) per valanghe nel centro Italia. È di ieri la notizia di tre grandi valanghe in Abruzzo, sulla Majella e sul Gran Sasso, una delle quali ha investito la viabilità pubblica e un residence a Prati di Tivo, con danni alle strutture.
Il Sevizio Meteomont dei Carabinieri già da martedì scorso, 31 marzo, sui sottosettori di Gran Sasso e Maiella aveva portato il grado di pericolo valanghe a “Forte 4” prevedendo in queste aree il distacco di valanghe spontanee “di dimensioni grandi ma anche molto grandi”. E oggi invita i frequentatori della montagna “a comportamenti guidati dalla conoscenza e consapevolezza delle complesse dinamiche proprie del manto nevoso”. Del resto, sull’Appennino Centrale (che riunisce i rilievi di Abruzzo e Molise), si sono concentrate e sono ancora in atto, segnalano i Carabinieri, “le precipitazioni nevose più abbondanti, soprattutto sui versanti adriatici sferzati dagli intensi venti di grecale”.
LA MAPPA DEL GRADO DI PERICOLO IN ATTO PER VALANGHE
Attualmente sulla Majella il grado di pericolo è “Forte 4”. Su Gran Sasso Est-Laga Est è “Forte 4” sopra i 1.300 metri e “Marcato 3” più in basso. “Il problema valanghivo principale è la neve fresca in alta quota e la neve bagnata alle quote inferiori“. Su Gran Sasso Ovest, il grado di pericolo valanghe è “Marcato 3”, sia in quota che alle quote inferiori. Su Velino-Sirente, Parco Nazionale d’Abruzzo, Mainarde, Alto Molise e Monti del Matese, il pericolo valanghe è “Marcato 3” in quota e “Moderato 2” più in basso. Su questi sottosettori il problema valanghivo è la neve fresca a eccezione del Velino Sirente in cui il problema valanghivo dominante è determinato dai lastroni da vento.
E IL RIALZO DELLE TEMPERATURE DETERMINA ALTRI RISCHI
“Da segnalare che il forte vento ha spesso consentito alle precipitazioni nevose di superare i crinali pertanto, anche alcuni settori tradizionalmente sotto vento rispetto ai venti di grecale e tramontana come il Matese e il Velino-Sirente, sono stati interessati da cumulate significative”. Inoltre, il previsto rialzo termico se da un lato “favorirà l’avvio di processi di assestamento del manto nevoso, dall’altro determinerà una nuova criticità in virtù dei grandi quantitativi di neve depositatisi sia sul terreno nudo che sul vecchio manto nevoso“.
IL MONITO PER LA SICUREZZA: CHI FA ESCURSIONI NON ESCA DAI PISTE BATTUTE
Nelle aree interessate dai maggiori accumuli di neve al suolo e grado di pericolo “Forte 4”, anche se per il fine settimana sono previste condizioni di bel tempo, “si sconsiglia vivamente ogni attività al di fuori delle piste battute e dei comprensori controllati”, avvisano i Carabinieri. Che, più in generale, si raccomandano di scegliere con attenzione gli itinerari e gli orari per le attività in quota evitando i pendii più ripidi e prestando la massima attenzione nell’attraversamento di conche e canaloni”. E di non incamminarsi senza il kit di autosoccorso (artva, pala, sonda) “che va portato sempre al seguito”. Prima di partire poi bisogna consultare il Bollettino neve e valanghe (disponibile e scaricabile dal sito Meteomont https://meteomont.carabinieri.it/home o sull’App Meteomont).
La situazione in atto è decisamente ‘speciale’: la tempesta “Erminio” ha portato masse d’aria artica sull’Italia e determinato un’intensa perturbazione che ha scaricato sulle le regioni Appenniniche del Centro-Sud condizioni invernali, freddo intenso, venti di tramontana e grecale di forte intensità e tanta, tanta neve fresca.
Questo, in particolare, su tutti i massicci dell’Italia centrale, dalle Marche al Molise, “con condizioni particolarmente critiche sui rilievi del Gran Sasso e della Majella”, dicono i Carabinieri del Meteomont. Il sindaco di Pietracamela (Teramo), con un’ordinanza, due giorni fa, stante l’allerta rossa per rischio valanghe, ha vietato il transito sui tratti di viabilità esposti al pericolo ed evacuato strutture ricettive e residenziali, evitando così gravi conseguenze.








