Fedez: “Il Senato approva str….e immani e non la legge Zan”

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Fedez lancia un appello al Parlamento per l'approvazione del ddl Zan contro l'omotransfobia e chiede un social bombing contro il leghista Ostellari, accusato di bloccare l'iter
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ROMA – Una diretta Instagram per sostenere il ddl Zan conto l’omotransfobia approvato alla Camera e fermo da mesi al Senato e sfatare così le ‘fake news’ come quelle secondo cui la legge in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere ‘introduce il reato di opinione’. Fedez scende in campo con tutta la sua mobilitazione social e lancia un appello al Parlamento a fare presto. Invitando anche i suoi followers a scrivere al presidente della Commissione Giustizia, il senatore della Lega Andrea Ostellari, per sbloccare lo stallo a Palazzo Madama.

fedez zan diretta instagram

‘Sono sei mesi che la legge è bloccata – dice Fedez che già nei giorni scorsi era intervenuto contro alcune frasi del leghista Simone Pillon- Allora, una cosa interessante da fare, è andare a cercare in questi sei mesi cosa sono le cose prioritarie che sono state discusse in Senato, sono sicuro che troverai una lista di stronzate immani…‘.

Nella diretta Instagram, il cantante veste i panni del moderatore e cerca di spiegare al pubblico più giovane cosa prevede il ddl facendo una serie di domande al padre del testo, il deputato Pd Alessandro Zan. Una diretta in cui interviene a tratti anche la moglie del cantante, l’influencer Chiara Ferragni. Zan spiega che ‘alla Camera la legge è stata approvata a larga maggioranza il 4 Novembre scorso e che sono passati quasi 6 mesi. Al Senato succede che la commissione Giustizia, dove deve iniziare l’Iter, l’esame non ha preso ancora il via, perché il presidente della commissione, un certo senatore Ostellari, sta bloccando la norma‘. Fedez s’infiamma subito: ‘Di che partito è?’ Zan risponde: ‘Della Lega. Sta bloccando la legge in modo arbitrario’. E Fedez: ‘A che titolo?’. Alessandro Zan aggiunge: ‘Il presidente ha dei poteri di convocare la commissione e gli ordini del giorno. Noi abbiamo la maggioranza della commissione Giustizia che vuole la calendarizzazione, ma purtroppo è in ostaggio di una minoranza e del suo presidente, che decide sulla calendarizzazione, cioè di farne iniziare o meno l’iter. Quindi alla fine la legge è bloccata perché lui non è d’accordo. È assurdò. Fedez coglie al volo. ‘La traduco per il popolo visto che ho la terza media- dice- Da quello che ho capito in uno Stato democratico laico, perché non viviamo in uno Stato cattolico e non dimentichiamocelo mai, in una democrazia, una Camera ha ampiamente approvato il disegno di legge; la palla passa al Senato, nelle mani della commissione Giustizia. Nella Commissione c’è la maggioranza per calendarizzarla e votarla, ma una minoranza nella persona del presidente della commissione, non la calendarizza in maniera del tutto arbitraria, per partito preso. Viviamo in democrazia? Ma dico io ‘calendarizzala, falla votare’ e poi lo Stato democratico sceglierà se approvarla o meno. Così non ha senso’.

Il deputato Pd aggiunge: ‘Mettono in atto delle strategie…’. Fedez lo interrompe: ‘Sì, il punto è che dicono che c’è altro di più importante da votare. Io vorrei vedere gli ordini del giorno di quello che viene discusso in Senato quotidianamente, per vedere se è tutto prioritario. Sono veramente curioso. Sono sicuro che si parlerà sicuramente di cose fondamentali in Senato…’. Zan osserva: ‘La cosa grave secondo me è che il presidente di Commissione dovrebbe essere super-partes, togliersi la casacca di partito e tenere conto della sensibilità prevalente della commissione che appunto vuole calendarizzare e discutere la legge. La battaglia non la si vince solo in Parlamento, la si vince soprattutto fuori anche grazie a personalità del mondo dello spettacolo che hanno visibilità perché creano un moto di opinione su questo e riusciremo a fare pressione contro chi usa i mezzucci di insabbiare e allungare i tempi con tecniche dilatorie‘.Il cantante continua il suo assist alla legge contro l’omotransfobia e spiega: ‘Io ho cercato di fare questa diretta con uno spirito critico e ho cercato veramente nel mio piccolo, perché non sono un giornalista – per fortuna mia – di raccogliere tutte le voci di dissenso che sono riuscito a trovare. Io non riesco a comprendere come si possa bloccare una cosa che per una società che si definisce civile, è fondamentale’.

A questo punto interviene anche Ferragni, ma la voce fuori campo non si sente. Fedez spiega: ‘Mi chiede mia moglie cosa si può fare di concreto. Come si possono attivare le persone?’. Allora Zan suggerisce: ‘Una cosa che si può dire alle persone che ci stanno seguendo è che c’è una petizione da sottoscrivere, che è quella lanciata da Jean Pierre Moreno l’attivista gay aggredito a Valle Aurelia a Roma perché baciava il suo compago’.

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Fedez: ‘Ah vedi non lo sapevo, per ora ha raccolto solo quindicimila firme? No dai, ragazzi dopo lo pubblico io. Dobbiamo farne di più, segnatevelo. Già mi sembra una gran cosà. Dopo le sue parole il sito della campagna ‘e’ crashato’, annuncia il cantante. Altra cosa da fare, continua Zan ‘e’ scrivere ai propri senatori di riferimentò. E Fedez: ‘Io non so chi sia il mio senatore di riferimento e francamente non credo di avere un senatore di riferimento…’. Poi ha un’idea: ‘Allora, il presidente della commissione Giustizia è Andrea Ostellari, che è della mia città. Io credo che la cosa migliore sia scrivergli. Si può scrivere al signore Andrea Ostellari come presidente della Commissione Giustizia. Mia moglie mi dice che stanno già scrivendo sotto l’Instagram di Ostellari di calendarizzare la legge’. Alessandro Zan invita alla cautela perché sul web ‘ci sono episodi di insulti di odio’.

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Ma Fedez controbatte: ‘Io sto dicendo una cosa chiara e precisa, che è scrivere sotto il profilo del signore Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia che blocca la calendarizzazione del ddl Zan, per chiedere nella maniera più civile e gentile possibile di far calendarizzare una legge che sta platealmente bloccando. Quindi io sto invitando a fare solo questo. Tutto ciò che ne consegue non è affar mio, così come quando Pillon scrive su di me e mi arrivano insulti e minacce di morte non gliene posso fare una colpa. Civilmente lo si chiede a Ostellari, ciò che deriverà di diverso da ciò che non è civile non mi compete perché io sto facendo una esortazione a livello civile’.

Infine una considerazione contro chi dice che la legge Zan introduce l’ora di sessualità nelle scuole. Fedez osserva: ‘Io dico una cosa estrema, viviamo in uno Stato laico dove nelle scuole è prevista l’ora di religione facoltativa. Non vedo quale problema ci sia a introdurre anche l’educazione sessuale facoltativa. È una scelta. Ognuno è libero di fare quello che vuole, ma oggi nelle scuole abbiamo una dottrina a tutti gli effetti che crede che il sesso prima del matrimonio sia fuori luogo, che gli omosessuali siano contro natura. Dall’altra parte datemi l’altra opzione, l’opzione di scoprire la sessualità, l’uso del preservativo, l’inclusività, il capire le diversità. Non capisco dove sia il problema nel 2021. Davvero non capisco’. Zan qui spiega che ‘l’educazione all’affettività è importante soprattutto per i bambini, perché c’è anche un problema di anaffettività. È un’altra faccia dell’educazione alla sessualità. È educazione al sentimento, chiamiamola come vogliamo. Per i più piccoli si faranno progetti di un tipo, per i più grandi si faranno progetti diversi’.

ZAN: “MELONI BECERA E VOLGARE, NON DEGNA COME LEADER POLITICA”

Sul ddl contro la violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere “sono state dette tantissime cose strampalate, inventate. L’ultima è stata di Giorgia Meloni al Maurizio Costanzo Show dove ha detto che con questa legge i bambini di sette anni dovrebbero scambiarsi i vestiti per spiegare l’omosessualità. Questa è una cosa becera, volgare, che non è degna secondo me di una che ricopre una posizione così importante di leader politica e soprattutto perché è una donna“, dice Alessandro Zan parlando della legge contro l’omotransfobia durante la diretta Instagram sul profilo di Fedez.

“Meloni è una donna- spiega Zan- che ha subito un attacco misogino molto violento, verso il quale io ho espresso la mia solidarietà e vicinanza, ma proprio per questo lei dovrebbe essere la prima a essere sensibile a queste questioni. Invece purtroppo specula per ottenere un po’ più di consenso dalla parte più arretrata del Paese inventando le cose”. Il deputato Pd conclude: “Il rispetto verso le differenze è un valore, non è un problema. La società, quando rispetterà tutte le differenze, tutte le persone, a prescindere dalla loro condizione personale, sarà una società più giusta, dove si vivrà meglio tutti. Quando invece a partire dalla scuola ti insegnano che per forza i bambini devono vestirsi di blu e le bambine di rosa, che i bambini devono giocare con i soldatini e le macchinine, che i bambini non devono piangere e le bambine sì, allora si costruiscono dei paletti e degli schemi mentali che possono poi diventare l’anticamera di violenze quando si è adulti, di sopraffazione nei confronti dell’altro. Nei sussidiari di alcune scuole c’è ancora- conclude Zan- che la mamma stira e il papà porta a casa lo stipendio, uno stereotipo di genere che va decostruito“.

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