VIDEO| Scialpinisti bloccati in Tagikistan, “Italia ci aiuti”

I cinque ragazzi, veneti, erano partiti il 21 febbraio, quando ancora non c'erano casi di coronavirus in Italia. Dovevano rientrare il 9 marzo
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ROMA – Un appello alle autorità italiane affinché “sblocchino la situazione” favorendo il loro ritorno a casa: a rivolgerlo cinque scialpinisti veronesi, bloccati da settimane in Tagikistan, dove erano giunti dal vicino Afghanistan. “Per noi la cosa comincia a diventare pesante” dice uno di loro, Andrea Micheli, in un video-messaggio pubblicato su Youtube dal portale di informazione veneto Heraldo.

“Pensiamo soprattutto alle nostre famiglie a casa, che hanno grossi problemi per l’epidemia di coronavirus in corso”. Gli scialpinisti ricordano di essere partiti, per partecipare a un progetto solidale, il 21 febbraio. “Prima di quella data non c’era stato nessun caso” aggiungono, in riferimento al decesso confermato proprio quel giorno a Vo’ Euganeo: “Avremmo dovuto essere a casa il 9 marzo“.

I cinque, Giuliana Steccanella, Anna Paola Perazzolo, Fabio Bullio, Giorgio Bonafini e Andrea Micheli, avrebbero dovuto partire dal Tagikistan con un volo organizzato dall’ambasciata tedesca domani. Un’opportunità saltata, spiegano, perché dal governo di Dushanbe non sono giunte le autorizzazioni.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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