Lavoro, Fortuna (Unicusano): “Calo disoccupazione non ancora sufficiente”

"Il passo in avanti c'è ma non è sufficiente a garantire un futuro migliore"
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ROMA – “I dati dell’Istat evidenziano un calo mensile della disoccupazione all’11,5% (-0,3%) e una più marcata diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile, che si attesta al 35,2% (-1,7% rispetto al mese precedente), livello mai toccato dal 2012. Indubbiamente tali dati segnalano un miglioramento che lascia ben sperare per i mesi successivi, anche se siamo ancora lontani da tassi di disoccupazione in linea con la media europea e, soprattutto, distanti notevolmente da quelli dei maggiori Paesi industrializzati”. Lo ha detto Fabio Fortuna, magnifico rettore dell’Universita’ Niccolo’ Cusano, a proposito dei dati diramati dall’Istituto di statistica.

Secondo Fortuna “devono essere però tenuti in considerazione anche i dati che confermano la stabilità in termini di occupazione rispetto al mese precedente, pure se in crescita su base annuale, e soprattutto quelli relativi agli inattivi che invece denotano un aumento di 51mila unità rispetto al mese precedente”, mentre su base annuale gli inattivi sono in diminuzione di 380mila unità.

L’analisi dei dati Istat, continua Fortuna, “fa emergere come ormai avviene da tempo, una mancanza di omogeneità e una dissonanza. Negli ultimi mesi, infatti, non si è mai verificato un miglioramento omogeneo e generalizzato in riferimento ai principali indicatori relativi alla disoccupazione e all’occupazione”. In sintesi, “il passo in avanti c’è ma non è sufficiente a garantire un futuro migliore. Non ci si deve ritenere soddisfatti, quindi, e continua a essere necessario un percorso più deciso nell’ambito dei processi riformatori – alcuni espletati, altri appena iniziati, altri ancora da attivare o concepire – che, se sviluppati con la giusta continuita e intensità, potranno portare finalmente verso livelli occupazionali soddisfacenti o quantomeno di minore preoccupazione”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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