giovedì 5 Marzo 2026

Digos e Scientifica negli uffici di La Vardera all’Ars, l’ipotesi dell’intrusione

Il parlamentare ha avvertito la polizia

PALERMO – Prima la Digos e poi la polizia scientifica negli uffici del deputato di Controcorrente all’Ars Ismaele La Vardera dopo che, nel primo pomeriggio, sono stati trovati sulla sua scrivania due filtri di sigaretta elettronica su una spilla con l’immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

LA POLIZIA A PALAZZO DEI NORMANNI

La Vardera ha subito avvertito gli agenti della sua scorta, che a quel punto hanno girato la segnalazione alla Digos. L’ufficio di La Vardera si trova all’interno del cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni. La polizia sta cercando di capire se ci sia stata una intrusione nelle stanze assegnate al deputato regionale che da ottobre 2025 vive sotto scorta per decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. La Vardera da tempo denuncia le infiltrazioni della mafia attorno alla spiaggia di Mondello.

LA VARDERA: “SPERO DI POSSA FARE CHIAREZZA”

“Oggi pomeriggio il mio collaboratore ha notato sopra la scrivania del mio ufficio due mozziconi di sigarette fumati e poggiati sopra la spilla di Falcone e Borsellino, spilla che uso mettere sulla mia scrivania – racconta La Vardera -. Un dettaglio che ci ha insospettito, soprattutto perché nessuno di noi fuma. Abbiamo dovuto informare la polizia ed è intervenuta la Scientifica. Nella mia posizione vorrei tanto minimizzare, far finta di nulla, ma non posso. Spero tanto si possano accertare i fatti – aggiunge -. Io avevo l’obbligo di denunciare, mi sarei risparmiato di raccontarvelo qui – ancora La Vardera rivolgendosi ai suoi follower -, ma dentro il palazzo l’ingresso della scientifica non è passato inosservato e dopo pochi minuti la stampa sapeva”.

E infine l’auspicio: “Mi auguro si faccia chiarezza perché sarebbe inquietante sapere che non posso stare sereno nemmeno dentro al Parlamento, spero tanto di sbagliarmi… In ogni caso vado avanti, anche se questi episodi inevitabilmente destabilizzano perché magari significano nulla, o tutto”.

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