OLTRE 4.000 SPECIE ANIMALI E VEGETALI VITTIME COMMERCIO ILLEGALE
Sono oltre 4.000 le specie animali e vegetali vittime del commercio illegale nel mondo. È questa la fotografia scattata dal nuovo report ‘Crimini di natura’ del Wwf. Il documento evidenzia come pangolini, elefanti, rinoceronti, coccodrilli, pappagalli, orchidee e legni pregiati sono tra le categorie più trafficate, mentre i mercati finali spaziano dall’alimentazione alla medicina tradizionale, fino al settore dei beni di lusso. Il traffico di specie selvatiche, la deforestazione illegale, la pesca e il taglio del legname non autorizzati, insieme ad altre forme di prelievo illecito, rappresentano un business criminale globale che prospera grazie a corruzione, impunità e debolezza istituzionale. I danni generati vanno ben oltre la perdita di specie: minano la stabilità degli ecosistemi, aggravano la crisi climatica e riducono risorse essenziali.
400MILA ITALIANE E ITALIANI CONTRO DDL CACCIA ‘SPARATUTTO’
Sono oltre 400mila le firme raccolte dalle quattro petizioni promosse da Fondazione Capellino, Legambiente, Lipu e Wwf Italia per chiedere al Parlamento di fermare le proposte peggiorative di modifica della legge 157/92 sulla tutela della fauna e la caccia, consegnate al Parlamento. Una mobilitazione ampia e politicamente trasversale che mette al centro sicurezza, scienza e interesse collettivo. Si chiede, tra le altre cose, di non estendere la caccia a nuove specie ed escludere dalla lista delle cacciabili le specie in cattivo stato di conservazione; vietare le pratiche più crudeli, come la cattura di uccelli selvatici e l’uso dei richiami vivi; garantire la centralità della scienza indipendente e del principio di precauzione; rafforzare la tutela della biodiversità nel rispetto dei cicli biologici e della Costituzione. Le quattro organizzazioni suggeriscono di voltare pagina, cestinando il disegno di legge.
UN ANNO SENZA FULCO PRATESI, IL WWF LO RICORDA
È trascorso un anno da quando Fulco Pratesi, fondatore del Wwf Italia, ci ha lasciato. Nell’ambito delle iniziative per il 60mo anniversario della nascita del Wwf in Italia, su Sky Documentaries e Sky Nature è andata in onda la lunga intervista rilasciata da Pratesi in occasione dei suoi 90 anni, nel settembre del 2024. “Per me la natura è tutto. È la vita che ci salva in questo pianeta oggi purtroppo danneggiato dall’uomo, la specie più dannosa”. E’ con queste parole che si apre ‘Fulco Pratesi. Nel nome della Natura’, l’ultimo autoritratto del pioniere della conservazione della natura in Italia. Il documentario resta nella piattaforma Sky on demand per tutto il mese di marzo. Inoltre, fino al 12 marzo è possibile ammirare i suoi acquerelli grazie alla mostra organizzata a Roma da Francesco Pratesi e Alessandra Fenizi nella Biblioteca ‘Nilde Iotti’ della Camera dei deputati. Infine, nel 2026 la rivista di cui è stato fondatore e per quasi 40 anni direttore, ‘Panda’, ripubblicherà in ogni numero un suo articolo.
SENTENZA USA, GREENPEACE: AZIENDE FOSSILI NON CI FERMERANNO
Greenpeace ha annunciato che chiederà un nuovo processo e, se necessario, presenterà ricorso alla Corte Suprema del North Dakota a seguito della sentenza emessa da un tribunale distrettuale che assegna a Energy Transfer 345 milioni di dollari, sanzione a carico dell’associazione ambientalista. Greenpeace è ritenuta responsabile di aver ritardato un oleodotto che invece secondo loro non dispone dell’autorizzazione legale per operare e che sarebbe rallentato invece dal Corpo degli ingegneri dell’Esercito degli Stati Uniti. “Continueremo a opporci alle tattiche di intimidazione. Non saremo messi a tacere- ha detto Mads Christensen, direttore esecutivo di Greenpeace International – Al contrario, alzeremo ancora di più la nostra voce, unendola a quella dei nostri alleati in tutto il mondo contro le aziende inquinanti”.







