Capo Verde, a Porto Mosquito murales per la biodiversità

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In tutto sono 13 finora e fanno parte di un progetto lanciato dall'associazione locale Lantuna, che punta a fare della Baia do Inferno una riserva naturale
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ROMA – A Porto Mosquito, un villaggio di pescatori a una ventina di chilometri da Praia, la capitale di Capo Verde, i muri hanno iniziato a parlare di biodiversità, tutela del mare e degli oceani e pesca sostenibile. Finora sono stati realizzati infatti 13 murales parte di un progetto lanciato dall’associazione locale Lantuna, che punta a fare della Baia do Inferno una riserva naturale.

Mante, tartarughe marine, pesci spada, delfini e coralli sono alcuni dei soggetti di queste opere realizzate da street artist locali. Uno dei murales è dedicato al documentarista Jacques Cousteau, che visitò almeno tre volte l’arcipelago di Capo Verde contribuendo a far conoscere le bellezze dei suoi mari e sensibilizzando sull’importanza di tutelarli. “Abbiamo realizzato il primo murale nel 2018” ha raccontato ai media internazionali la direttrice di Lantuna, Ana Veiga.

“L’obiettivo era sensibilizzare le persone sulla salvaguardia degli uccelli marini. Da qui è nata l’idea di impiegare una personalità internazionale come Cousteau, che ha visitato la Baia do Inferno nel 1948 insieme al biologo Theodore Monod e al fisico Auguste Piccard, per rafforzare questo lavoro di presa di coscienza ma anche per rendere il villaggio di Porto Mosquito una meta turistica”. In rete con altre associazioni locali e internazionali, i murales di Antuna hanno concretamente promosso un miglioramento sull’isola di Santiago. Ora la popolazione, hanno riferito testate locali, è più attenta alla raccolta dei rifiuti e al riciclo, mentre i volontari si prendono cura della fauna. A metà febbraio, ad esempio, la Maio Biodiversity Foundation ha condiviso sui social il salvataggio di tre esemplari di balena dalla testa di melone – di cui due adulti e un cucciolo – che si erano spiaggiati.

Nel 2018 Lantuna ha formalizzato un protocollo con la direzione nazionale dell’Ambiente, che ha consentito l’avvio di studi sulla biodiversità della Baia do Inferno. Poi ne è arrivato un altro, nel 2019, sottoscritto con l’Università dell’Algarve, in Portogallo, che mira a supportare l’associazione per garantire la conservazione e il miglioramento della Baia. È in essere anche un accordo con l’ateneo Jean Piaget di Capo Verde per potenziare le iniziative intorno alla Baia e a Monte Angra.

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