Made in Italy, Ponti: “Commissione Ue dica no ad aceto ‘balsamico’ sloveno”

aceto balsamico
"Il Governo italiano difenda la nostra posizione in sede europea"
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ROMA – “Non ci risulta ancora alcun aggiornamento da parte della Commissione europea che, secondo l’iter normativo, deve pronunciarsi entro oggi. Se dovesse passare la norma tecnica proposta dal governo sloveno, si creerebbe una situazione confusionaria all’interno della filiera dell’aceto balsamico, in quanto avremmo due prodotti con lo stesso marchio, mettendo così in pericolo la tutela del made in Italy e la storia millenaria dell’aceto balsamico di Modena Ponti, eccellenza nostrana che va preservata. Chiediamo, dunque, alla Commissione di dire no all’aceto balsamico sloveno“. Così, all’agenzia Dire, Giacomo Ponti, amministratore delegato dell’azienda che porta il suo cognome, storica realtà industriale famosa per l’aceto balsamico di Modena Igp, ma non solo.

LA NORMA TECNICA SLOVENA

La Slovenia ha notificato alla Commissione europea una norma tecnica nazionale che disciplina la produzione e la commercializzazione degli aceti con l’obiettivo di trasformare la denominazione ‘aceto balsamico’ in uno standard di prodotto. “Ciò significa che, qualora la Commissione dovesse analizzare la norma positivamente, qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato si potrà chiamare, e vendere, come ‘aceto balsamico’, mortificando la tradizione e gli sforzi fatti dai produttori che lo hanno reso famoso nel mondo” è il commento critico di Federico Desimoni, direttore del Consorzio dell’Aceto balsamico di Modena Igp, rilasciato a Il Sole 24 ore qualche giorno fa.

NORMA SLOVENA CONTRARIA A LEGISLAZIONE UE

“Se un Paese membro- argomenta Ponti- avanza una richiesta simile significa che esiste un problema alla base. La norma tecnica slovena, infatti, va in contrasto con la normativa europea in quanto il nostro aceto ha già una sua legislazione poiché inteso come prodotto italiano legato a una tradizione millenaria ed esiste, dunque, una protezione normativa ad hoc. L’altro problema riguarda, invece, il mercato della contraffazione. Se dovesse passare questa norma tecnica, ci sarebbe una diffusione ancora più grande di copie che verrebbero vendute con il nostro stesso marchio. Per questo chiediamo al governo di difendere nelle sedi europee la nostra posizione”.

BALSAMICO PARTE INTEGRANTE DELL’ECONOMIA ITALIANA

“Il nostro aceto balsamico viene realizzato a Modena e a Reggio Emilia. È un prodotto che garantisce 400 milioni di euro di fatturato nel nostro Paese con mille addetti produttivi. Inoltre è determinante per l’export italiano. Il 90% del prodotto, infatti, viene esportato all’estero, diffondendo il made in Italy nel mondo. Parliamo, quindi, di un comparto industriale molto importante che contribuisce alla crescita economica del Paese e per questo va tutelato e attenzionato”, conclude Ponti.

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