Lazio, inchiesta mascherine: indagati approfittavano difficoltà paese

L'inchiesta partita dalla segnalazione della Protezione Civile del Lazio. Gli indagati vantavano rapporti con Arcuri
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ROMA – “L’indagine scaturisce dalla segnalazione del 9 aprile 2020 del dirigente della protezione civile regionale del Lazio, Carmelo Tulumello”. E’ quanto scrive il gip di Roma, Francesca Ciranna, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per tre persone nell’ambito di una indagine sulla fornitura di mascherine e camici durante la prima ondata di contagi di Covid.

“Veniva accertato- si legge- che durante l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid 19, l’Agenzia regionale della Protezione Civile per il Lazio, si era attivata per l’acquisto in via d’urgenza e con procedure e tesi a velocizzare l’acquisizione e la distribuzione di beni utili al contenimento della pandemia. In tale contesto il direttore della Protezione civile Tulumello sottoscriveva due contratti con l’European Network Tlc srl: il primo in data 17 marzo 2020 relativo alla fornitura di 5 milioni di mascherine Ffp 2 con idoneo marchio CE per 17 milioni e mezzo di euro. Tale corrispettivo è stato interamente versato, il 50% al momento della stipula e il saldo in data 3 aprile 2020 secondo quanto previsto dal contratto”.

“A garanzia di tale fornitura – si legge nell’ordinanza- e della conseguente obbligazione a favore della Protezione Civile veniva consegnata alla ENT srl una fideiussione rilasciata dalla Royal Mutua società cooperativa di mutuo soccorso per l’importo di 8 milioni 750 mila euro. Il secondo contratto sottoscritto in data 24 marzo 2020 per la fornitura di 430mila camici per complessivi 4 milioni 300mila euro, fornitura completata il 18 aprile 2020, in relazione alla quale la Protezione civile ha corrisposto esclusivamente la prima trance è pari a 2 milioni 150mila euro, in data 26 marzo 2020. Merita rilievo la circostanza che la società in questione cambia oggetto sociale proprio il 17 marzo 2020 cioè il giorno in cui sottoscrive il contratto con la Protezione Civile includendo all’originaria attività di editoria anche l’attività di importazione ed esportazione commercializzazione in Italia e all’estero di dpi e articoli igienico sanitari nonche’ prodotti per ferramenta”.

GIP: INDAGATI APPROFITTAVANO DIFFICOLTÀ PAESE

“Le condotte tenute sono gravi a maggior ragione se contestualizzate nel momento di emergenza sanitaria in cui sono avvenute. Sfruttando le opportunità fornite dalla legislazione emergenziale adottata, approfittando del momento di estrema difficoltà in cui versava il paese che stava affrontando una epidemia incontrollata, gli indagati (Romeo è subentrato in un secondo momento) non hanno esitato a cercare di lucrare, acquisire facili guadagni favoriti dalla sostanziale impossibilità di controllo da parte del committente sulla qualita’ della merce che veniva fornita come dispositivo di protezione”. E’ quanto scrive il gip di Roma, Francesca Ciranna, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per tre persone nell’ambito di una indagine sulla fornitura di mascherine e camici alla Protezione civile del Lazio durante la prima ondata di contagi di Covid.

“Gli indagati hanno agito con grande spregiudicatezza, Romeo ha fornito (e sembrerebbe tuttora fornire) certificati di conformità falsi, Aleksic ha dimostrato di essere consapevole della falsità dei certificati; Farina è il “faccendiere” colui che ha tenuto i contatti con soggetti vicino alla struttura commissariale, al fine di ottenere agevolmente la conclusione di fornitura vantaggiose per la societa’”, scrive il gip.

GIP: INDAGATO VANTAVA RAPPORTI CON ARCURI

“Vittorio Farina nell’interloquire con Aleksic ha mostrato la sua soddisfazione nell’aver ottenuto la promessa, verosimilmente dal commissario per l’emergenza covid, Domenico Arcuri (ruolo ricoperto all’epoca dei fatti e attuamente non indagato nel procedimento, ndr), di inserire la Ent Tlc srl, quale fornitore sussidiario rispetto a Luxottica Spa e Fca spa per l’approvvigionamento di un ingente quantità di mascherine chirurgiche da destinare alle scuole”. E’ quanto scrive il gip di Roma, Francesca Ciranna, nell’ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per tre persone nell’ambito di una indagine sulla fornitura di mascherine e camici durante la prima ondata di contagi di Covid.

In particolare si legge nell’ordinanza: “L’attività tecnica ha evidenziato il quadro relazionale di cui Farina si avvantaggia nello svolgimento della sua attività di procacciatore di affari per conto della Ent Srl. Farina vanta rapporti con personaggi noti, come Roberto De Santis, l’ex senatore Saverio Romano, soggetti per il tramite dei quali riesce ad avere contatti con pubblici amministratori che in questo periodo si occupano delle forniture pubbliche di dispositivi medici e di protezione individuale”.

Nell’ordinanza si legge anche che “in occasione di un ulteriore viaggio a Roma, Vittorio Farina è riuscito ad incontrare il commissario straordinario Domenico Arcuri, come sembra emergere dai puntuali aggiornamenti effettuati da Farina ad Aleksic. In una intercettazione Farina spiega: ‘Domenico mi ha promesso che se gli arriva la lettera, autorizza quell’acquisto’“.

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