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Dalle Figi all’Angola, ecco chi blocca gli italiani per l’emergenza coronavirus

Al momento sono 21 i paesi che non permettono l'ingresso agli italiani o a chi è passato in Italia. In altri 33 previste altre limitazioni come la quarantena
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ROMA – Da Israele alle Figi e dall’India all’Angola, l’ultima arrivata, sono sempre più i Paesi che a causa del virus Covid19 hanno adottato restrizioni o vietato del tutto l’ingresso a cittadini italiani o persone che hanno transitato per l’Italia. I numeri sono in aggiornamento costante ma a oggi, secondo il sito specializzato Quality Travel, sono ben 21 gli Stati che non permettono l’ingresso agli italiani o agli stranieri che hanno transitato nel nostro Paese. A questi vanno aggiunti almeno 33 Stati che hanno introdotto limitazioni di altri tipo, come i 14 di giorni di quarantena preventiva.

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In più della metà dei casi la misura viene applicata anche a chi non presenta sintomi riconducibili al coronavirus, che si è diffuso in Cina a partire dallo scorso anno. Il timore del contagio, che ha colpito in Italia oltre 2mila persone, con almeno 52 decessi e oltre 180 guarigioni, ha spinto diversi governi ad adottare misure radicali.

Tra le nazioni che hanno bloccato l’ingresso agli italiani, solitamente insieme con chi proviene da Cina, Sud Corea, Singapore, Hong Kong e Iran, ci sono Arabia Saudita, Giamaica, Tagikistan e numerose isole del Sud Pacifico. Uno degli ultimi Paesi a introdurre limitazioni è stata l’India. Il governo di Delhi ha sospeso il rilascio di visti per che arriva dall’Italia e ha anche chiuso il suo consolato di Milano. A sud del Sahara a muoversi è stata l’Angola, che ha adottato un divieto totale, mentre in settimana gli Stati Uniti avevano già annunciato “test sul coronavirus per il 100% dei passeggeri che arrivano con voli diretti da Italia e Corea del Sud”.

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Tra i Paesi che per adesso non hanno introdotto alcuna restrizione alla circolazione degli abitanti dell’Italia figurano Argentina e Indonesia. Altri Paesi, come la Norvegia, hanno disposto la quarantena obbligatoria per qualunque cittadino del mondo che presenti sintomi, a prescindere dalla nazionalità. Infine, la Cina, il Paese dal quale tutto sarebbe cominciato: per gli italiani in arrivo a Pechino sono previsti 14 giorni in quarantena.

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