VIDEO | Mascherine e telefonate via Skype per prevenire il contagio di coronavirus a Poggioreale

"Il coronavirus all'interno di un istituto penitenziario si propagherebbe velocemente", è l'allarme lanciato dal segretario del sindacato di polizia penitenziaria Spp
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NAPOLI – “Il coronavirus all’interno di un istituto penitenziario si propagherebbe velocemente, investendo gran parte della popolazione detenuta e anche i poliziotti”. È l’allarme lanciato da Aldo di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Spp, durante una conferenza stampa all’esterno del carcere di Poggioreale a Napoli.

Il sindacato chiede che nell’istituto partenopeo si inizino a “limitare gli accessi, a dare mascherine ai familiari dei detenuti e ai poliziotti, si utilizzino i termometri laser per evitare che chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,4 possa entrare”.

Di Giacomo è convinto che Poggioreale sia un “istituto ad altissimo rischio, per un eccessivo sovraffollamento della struttura. Abbiamo chiesto di intervenire in modo graduale per chiudere le carceri e impedire visite dall’esterno.

In Campania però non ci sono attualmente casi nè sono stati eseguiti tamponi a detenuti. È chiaro che ci vorrebbe un eccesso di prevenzione, invece la prevenzione non c’è e questo è grave”. Il sindacato pone l’accento anche sui “1280 detenuti ultrasettantenni che sono nelle carceri italiane. Una eventuale propagazione del coronavirus – avverte Di Giacomo – li esporrebbe al rischio. Bisogna usare le mascherine, evitare i contatti, pensare di utilizzare sistemi come Skype o le telefonate al posto delle visite. L’obiettivo deve essere evitare una propagazione del virus, sarebbe potenzialmente e consapevolmente catastrofica”.

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