Migranti, Michel: “La Turchia faccia la sua parte”. Von der Leyen: “Sosteniamo Grecia”

Michel, Von Der Leyen e Sassoli hanno visitato il confine tra Grecia e Turchia per fronteggiare l'emergenza migranti
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA -“Siamo fiduciosi del fatto che possiamo farcela, mostrando rispetto per i diritti dell’uomo”. È quanto dichiarato da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, durante la visita di oggi al confine tra Grecia e Turchia insieme al presidente del Parlamento europeo David Sassoli e della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.

“Abbiamo un accordo con la Turchia per l’immigrazione. Noi a livello europeo continueremo ad attuare questo accordo, ma ci aspettiamo che la Turchia faccia la sua parte” ha continuato Michel. “Nelle prossime settimane continueremo a lavorare con le istituzioni europee per dimostrare unità e forza. Questo significa che siamo uniti, decisi. Dobbiamo dimostrare che possiamo farcela”.

LEGGI ANCHE: VIDEO | Spari e speronamenti su donne e bambini: così la Grecia respinge i migranti

VON DER LEYEN: È RESPONSABILITÀ UE, SOSTENIAMO GRECIA

“Le autorità greche hanno un compito molto difficile. Vorrei ringraziare la guardia costiera e guardia di frontiera, i civili, al polizia e Frontex per gli sforzi instancabili”. Lo ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, durante la visita al confine tra Grecia e Turchia seguita a una ripresa degli arrivi di migranti.

LEGGI ANCHE: Migranti, Mediterranea: “Barca attaccata nell’Egeo, in 49 alla deriva e la Grecia non risponde”

“Abbiamo lanciato un meccanismo di protezione civile su richiesta della Grecia, che può ricevere assistenza in termini di medici, tendoni e altro”, ha continuato la presidente. Una situazione che, ha aggiunto Von der Leyen, “è responsabilità in toto dell’Europa, e lo gestiremo in modo ordinato, con unità e determinazione”.

La presidente ha concluso: “È il momento per una azione concertata, agire in modo logico e razionale. La Turchia non è un nemico, la gente non è un mezzo per ottenere un obiettivo. Ringrazio la Grecia per essere la nostra protezione europea questa volta”.

LEGGI ANCHE: La Grecia sospende le domande di asilo per un mese, vertice d’emergenza dei ministri Ue

SASSOLI: SERVONO POLITICA COMUNE UE, DISTRIBUZIONE EQUA

“Noi abbiamo una necessità, e lo vediamo tutti i giorni: rafforzare una politica comune per l’immigrazione europea”. Lo ha dichiarato durante il suo intervento David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, al termine della visita al confine tra Grecia e Turchia.

LEGGI ANCHE: Migranti, Msf: “A Lesbo la Grecia nega le cure ai bimbi gravemente malati”

“Per il Parlamento europeo, chi arriva in Grecia arriva in Europa. L’Europa deve procedere per una distribuzione equa dei migranti che garantisca la libertà e diritti delle persone” ha aggiunto Sassoli, sottolineando come una politica comune per l’immigrazione serva di fatto anche a rafforzare la propria posizione di leader nella difesa dei diritti umani.

“Siamo qui anche per dire grazie ai cittadini della Grecia e a coloro che stanno cercando da tanto tempo di proteggere le persone, di fare in modo che non si aggiungano altre sofferenze”, ha aggiunto. Il presidente ha poi messo in evidenza la questione dei minori non accompagnati, per cui vede la necessità di “avere una strategia anche per loro assieme alle altre istituzioni europee. Dobbiamo custodirne e proteggerne il futuro”.

Sassoli ha concluso: “L’impegno dei Paesi europei deve essere più forte, anche in generosità, perché spesso è stato improntato al proprio interesse. Lo spazio europeo merita qualcosa di più”.

LEGGI ANCHE: Migranti, la Grecia è un inferno: oltre 12mila bloccati nei campi. MSF: “L’Ue intervenga”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

3 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»